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Ambulanti contro gli abusivi

Ambulanti contro gli abusivi

Il Comune promette controlli, ma ancora nessuna soluzione

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GROSSETO. Un giro di vite alla vendita abusiva di prodotti contraffatti. Era stato annunciato un paio di mesi fa, oggi i risultati non sono ancora arrivati.

A dare corpo all’iniziativa era stato per primo l’assessore al Commercio, Emanuel Cerciello. Era stato lui ad aver poi coinvolto il collega Arsenio Carosi che ha la delega alla polizia municipale.

Il fenomeno legato alla presenza indisturbata di venditori irregolari riguardava, anzi riguarda, soprattutto le zone centrali della città. Bene, dopo le prime due, tre settimane di controlli serrati da parte delle forze dell’ordine, oggi siamo al punto di partenza.

Abbiamo provato a fare due passi tra le bancarelle e a ogni angolo, a ogni spazio utile, c’è chi vende indisturbato la propria merce, senza avere né la licenza obbligatoria per legge, né il Durc, anch’esso obbligatorio, né tantomeno prodotti a norma: «Non è solo un danno per noi – racconta Monica, responsabile di un banchetto che cura la vendita di capi d’abbigliamento – è un danno per tutti. I controlli della polizia? A noi, se sgarriamo, ci prendono di sicuro. Agli altri...».

Anche Mario, titolare di un banco che vende accessori, accusa una scarsa incisività delle forze dell’ordine: «La polizia passa, manda via gli abusivi e questi dopo un paio d’ore sono nuovamente qui. Qualcuno parla di pagamenti dilazionati per regolarizzare questo o quello, io mi domando: ma un premio a chi ha sempre pagato le tasse e lavora rispettando le norme da trentacinque anni, come me, non lo offre nessuno?».

A queste reazioni vanno a sommarsi analisi come quella di Alessandro, storico venditore di accessori per la persona: «Credo che questo genere di fenomeno sia legato alla società. Tutti vogliono apparire e basta, sempre e solo con indumenti firmati. Non importa se falsi. Poi è logico: se c’è domanda c’è anche offerta».

Sin qui le critiche, ma arriva anche qualche proposta, come quella di Andrea, addetto alle vendite di un banco d’abbigliamento: «Potrebbero essere studiate licenze ad hoc per regolarizzare chi è fuori norma, magari facendogli pagare un terzo delle tasse che pagano gli altri. Ma almeno sarebbero legalizzati e qualche contributo lo verserebbero».

E la gente? La gente che affolla il mercato, come si comporta con chi apparecchia la propria mercanzia gettandola così, alla meglio, sul ciglio della strada? «Non compro quasi nulla da loro – commenta Luisa, una ragazza poco più che ventenne – la qualità degli oggetti è scadente e non ho alcuna garanzia». Di tutt’altro avviso Stefania: «Se posso risparmiare qualcosa perché non farlo?». Domande legittime, in un periodo come questo. Durante il quale, anche gli abusivi hanno cercato di organizzarsi.

Tornando verso l’auto abbiamo ancora tempo per incrociare un paio di parcheggiatori, naturalmente fuori legge, dalle parti di viale Alfieri.

Lì veniamo a sapere che durante la mattinata alcuni abusivi avevano allestito una rivendita di trecce d’aglio: la crisi è anche questo.

Maurizio Bernardini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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