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«Non possiamo pagare le ditte» Marras chiaro su bilancio e patto di stabilità: fermi fra gli 8 e i 10 milioni per lavori già eseguiti
GROSSETO. «Di questo passo ci chiudono per altri motivi che non la riforma delle Province». Il presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras punta ancora il dito contro il patto di...
«Di questo passo ci chiudono per altri motivi che non la riforma delle Province».
Il presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras punta ancora il dito contro il patto di stabilità che quest'anno ha messo la Provincia di Grosseto in condizione di non avere ancora chiuso il bilancio di previsione e con il rischio di non rispettarlo nel bilancio di previsione triennale.
Non solo: l'elenco annuale delle opere pubbliche sarà, per la prima volta, pari a zero, salvo la destinazione di 3 milioni e mezzo di euro di avanzo del 2011 a manutenzione di scuole e strade, e l'avvio, entro l'anno, degli appalti per i progetti già esecutivi.
«La difficoltà – spiega Marras – è far girare i numeri in modo da rispettare il patto di stabilità e temo che nel 2013 e nel 2014 non ce la faremo». Per farcela, nel 2012, la Provincia dovrà far tirare la cinghia ai propri fornitori. «Quest'anno – spiega il presidente – dobbiamo non pagare tra gli 8 e i 10 milioni di euro per lavori già eseguiti, somme che poi andranno a gravare sui pagamenti del 2013, aggiungendosi a uno scostamento di altri 13 milioni: insomma, nel 2013 dovremo recuperare qualcosa come 23 milioni di euro, così come quest'anno, tra l'avanzo del patto del 2011 e minori risorse per 6,6 milioni di euro, dobbiamo recuperare circa 13,5 milioni».
Una situazione che peggiora di anno in anno. «Bisogna che si apra una vertenza nazionale – dice il presidente della Provincia – perché non possiamo continuare a rispettare il patto di stabilità sulla pelle di chi lavora».
Le difficoltà della Provincia di Grosseto - fa notare - precedono solo di pochi mesi quelle delle altre province, e sottolinea che nonostante lo scorso anno il sistema degli enti locali abbia chiuso con un saldo positivo di 1,5 miliardi di euro, lo Stato non ha rispettato i propri impegni con l'Europa. Dunque il problema non sono gli enti locali.
«Qualcosa si sta muovendo», dice il presidente della Provincia riferendosi all'apertura, al momento solo a parole, del presidente del Consiglio Monti sullo scorporo delle spese per investimenti dal patto di stabilità.
Al momento, però, la Provincia può solo tagliare le spese e aumentare le entrate. «Volevamo iniziare a far pagare la tassa sui passi carrabili, ci avrebbe portato 1,8 milioni di euro – dice Marras – ma poi è stata introdotta l'Imu e non ce la siamo sentita di andare a gravare ulteriormente proprio sulle realtà che sarebbero più colpite, le aziende agricole, allora abbiamo deciso di aumentare l'addizionale sull'Rca di un 3,5% che ci farà incassare 800mila euro».
E poi i tagli. Confermati tutti quelli alle iniziative culturali «che non siano strettamente legate al turismo e allo sviluppo». La Provincia poi, conferma gli interventi in materia di sviluppo economico, «perché – dice Marras – non rinunciamo all'idea di essere un ente di sviluppo territoriale» e conferma anche lo stanziamento di 1,3 milioni per il trasporto pubblico locale.
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