Nomi falsificati sulle schedine del camping
Obbligo di dimora per la convivente di Silvano Alasia, finito in carcere insieme al fratello Mariolino
PERUGIA. Posizione minore quella di Pamela Fé, secondo il gip Avenoso. La donna è indagata per la sola ipotesi di falso, in concorso con il compagno Silvano Alasia (e con i due non ancora rintracciati): quando i quattro avevano alloggiato (il 3 e il 13 agosto) al camping di Tuoro sul Trasimeno, sulle schede di notifica destinati all’autorità di pubblica sicurezza le due donne avrebbero indicato nomi diversi per gli uomini: in particolare, Silvano Alasia sarebbe stato registrato una prima volta come Francesco Fè e la seconda come Marko Fè. Silvano Alasia e i due indagati non ancora rintracciati si erano avvalsi della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio nel quale avrebbero potuto portare elementi a loro discolpa. Un atteggiamento che secondo il giudice «assume particolare significato» ai fini della valutazione processuale.
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