Sicurezza
La protesta: «Il Parco non è solo natura, è anche turismo»
ALBERESE. Pro loco Alborensis e Consorzio Naturalmente Toscana contestano le scelte fatte per il Parco. «Una parte del territorio aveva una sana aspettativa di essere presa in considerazione per far...
ALBERESE. Pro loco Alborensis e Consorzio Naturalmente Toscana contestano le scelte fatte per il Parco. «Una parte del territorio aveva una sana aspettativa di essere presa in considerazione per far parte del nuovo consiglio del Parco e fino in fondo ha aspettato fiduciosa. Non rappresentiamo tutto il territorio ma siamo le uniche realtà che vivono di fatti compiuti e non di finti proclami. Basti pensare che il Consorzio in 2 anni di attività, ha generato oltre €700.000 di volume d’affari ripartito su tutti i servizi che si trovano sul territorio e più di 70 aziende consorziate ad oggi. Inoltre i programmi offerti e gli sforzi fatti dalla Pro Loco Alborensis, per coadiuvare il turista in vacanza e mettere in rete tutte le aziende. Queste realtà attivamente produttive si aspettavano maggior coinvolgimento, da questo cambio di mandato nella speranza di amplificare le sinergie tra la politica e tessuto connettivo di questo territorio. A maggior ragione di fronte alle notevoli difficoltà economiche che gravitano su tutti e ormai in tutti i settori. In particolar modo, dopo la riunione della Comunità di dicembre scorso, dove il Consorzio veniva presentato, dal presidente Sammuri come elemento di sintesi delle attività imprenditoriali e interlocutore del Parco per lo svolgimento dei servizi. Quindi l’aspettativa di una chiamata a far parte del nuovo Consiglio e parteciparvi per discutere alle prospettive future, poteva sembrare plausibile e del tutto naturale».
«Purtroppo per molti ancora il Parco è solo natura incontaminata, animali, ecologia, sostenibilità e forse qualche turista per caso. Per noi, non è soltanto questo. Esiste tutto un mondo di piccole e medie aziende indispensabili per questo luogo, che oggi vive anche di turismo. Da parte nostra c’è una sana voglia di responsabilità e capacità da indirizzare e mettere a disposizione della direzione del Parco. Ma stando ai fatti odierni si è perso la possibilità di avvicinare maggiormente il Parco all’impresa di questo territorio».
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