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Grosseto

Felicioni: «In città serve un crematorio»

GROSSETO. L’architetto Massimo Felicioni, di Grosseto Oggi, ribadisce la necessità di un forno crematori o in città. «Grosseto – scrive – necessita del forno crematorio. Non sappiamo cosa passi per...

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GROSSETO. L’architetto Massimo Felicioni, di Grosseto Oggi, ribadisce la necessità di un forno crematori o in città.

«Grosseto – scrive – necessita del forno crematorio. Non sappiamo cosa passi per la testa all'assessore al patrimonio Valentina Mancini o al sindaco Emilio Bonifazi (con delega pure all'urbanistica) riguardo ai contenuti e all'approvazione del Regolamento urbanistico e alla razionalizzazione dei famosi carrozzoni delle partecipate comunali. Un dato però è certo: ad oggi, al secondo mandato di Bonifazi, l'Amministrazione non ha mai preso in considerazione la possibilità di realizzare un servizio di cremazione a Grosseto. Assurdo, ma è così. Eppure la città vanta un'associazione che da anni chiede e rivendica l'opera, la Socrem. Già nel 2004 l'architetto Roberto Aureli (presidente del gruppo) aveva presentato il progetto all'Amministrazione Antichi, poi lo ha riproposto nel 2011 a Bonifazi e sembra che sia sua intenzione riproporlo all'attuale governo. In buona sostanza sono trascorsi ben otto anni e nessuno si è preso la briga di strutturare la fattibilità di un servizio che rappresenta almeno quattro importanti prerogative: consacrare un atto di civiltà dovuto, svincolarsi dal servizio di Livorno, ovviare il grande disagio dell'ultimo viaggio verso il capoluogo livornese dove, per problemi tecnici e organizzativi, ci sono liste di attesa anche di tre giorni. Infine, da non sottovalutare, è il risparmio economico per i cittadini. Come al solito è un problema di cultura e additare tutti i disservizi di Grosseto alla sola mancanza di denaro è un atto sleale. Il progetto c'è ed è valido, ci sono le richieste dei cittadini, ci sono i numeri e c'è la possibilità di presentare un concreto piano di finanza autonomo o, come noi ci auspichiamo, uno dove il Comune sia presente con un preciso ruolo. Non vorremmo però che venga ripensata l'organizzazione dei servizi partecipati del Comune e venga approvato il Regolamento tralasciando però quest'opera. Siccome tutto ciò è molto probabile sarebbe opportuno che la città tutta conoscesse lo stato dell'arte potendo dare un'opinione. Il tutto prima che i fatti siano compiuti e che si debba veder trascorrere anni solo per recuperare in una possibile variante urbanistica».

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