Il Tirreno

Grosseto

Arrestati per il colpo in casa del mister

di Rocco Ferrante
Arrestati per il colpo in casa del mister

Svaligiarono la villa di Novellino a Perugia, colpo da 400mila euro. Incastrati da traffico telefonico e vernice dell’auto

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PERUGIA. Hanno preso un'auto a noleggio, all'Avis di Grosseto, si sono appostati davanti alla villa dell'ex allenatore del Livorno Walter Alfredo Novellino, a Perugia, e mentre lui era impegnato in una partita allo stadio Curi di hanno fatto irruzione. Armati di frullino la sera del 4 agosto 2011 hanno tagliato la cassaforte, pesante circa 350 chili e carica di gioielli e preziosi, caricandola nel bagagliaio della Citroen Picasso.

Tassello dopo tassello i carabinieri di Perugia hanno ricostruito le varie fasi del furto subìto dal tecnico: 400 mila euro il valore di orologi Rolex, Cartier e Bulgari, trofei sportivi, medaglie d'oro, anelli e braccialetti. A distanza di mesi sono stati arrestati i fratelli Mariolino (30 anni) e Silvano Alasia (34), mentre alla compagna di quest'ultimo Pamela Fè (29) è stato inflitto l'obbligo di dimora nel Comune di Grosseto. Abitano tutti sulla strada dei Laghi a Roselle.

Due presunti complici (uno destinatario della misura in carcere e un'altra agli arresti domiciliari) sono ancora latitanti. Nelle tre ville con piscina, lungo la strada dei Laghi, dove sono stati fermati i nomadi, i carabinieri che all'alba hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare hanno notato un sofisticato sistema di videosorveglianza e grate alle finestre. «Tempi fa abbiamo subìto un furto dagli albanesi...», ha spiegato uno degli indagati agli investigatori della sezione di polizia giudiziaria diretti dal tenente colonnello Giovanni Mele.

Gli accertamenti, come spesso avviene in indagini del genere, sono iniziati con l'analisi delle celle telefoniche. «Dalla ricostruzione del traffico - scrive il gip Alberto Avenoso - emergeva che nelle prime ore della serata antecedente il furto due utenze in uso agli indagati risultavano localizzate in zona attigua alla villa di Novellino, tanto da far supporre ad un sopralluogo preliminare. Il 4 agosto 2011, subito dopo la commissione del furto - durante la nottata - tutte le utenze in uso agli indagati si spostavano dalla provincia di Perugia verso la città di Grosseto, dove essi risiedono».

La svolta nell'inchiesta, però, è arrivata dal Dipartimento di chimica dell'Università di Perugia. Il pm Mario Formisano, infatti, aveva chiesto una consulenza su alcune tracce lasciate dai ladri che hanno trascinato la pesante cassaforte nel vialetto. Grazie ad alcuni testimoni che hanno fornito i numeri di targa dell'auto sospetta, notata davanti alla villa di via delle Olimpiadi, i carabinieri hanno rintracciato la Citroen Picasso. Era stata presa a noleggio dalla banda e successivamente venduta ad un privato a Civitavecchia. Prima che venisse verniciata in carrozzeria è stato sequestrato il paraurti posteriore, sul quale erano visibili ad occhio nudo graffi verdi - lo stesso colore della cassaforte - e sono iniziati gli esami. «Stessa composizione chimica», sentenzia il professor Aldo Romani.

Il giudice si è fatto un'idea anche sul basista: «Gli indagati sapevano cosa e dove cercare, è pressoché certo che essi abbiano ricevuto una qualche indicazione da persone vicine alla famiglia del noto allenatore di calcio. Essi, tra l'altro, erano a conoscenza dell'impegno calcistico di Novellino e dell'assenza da casa dell'intero nucleo familiare». Secondo la ricostruzione dell'Arma la banda aveva alloggiato in un campeggio a Tuoro sul Trasimeno, fornendo false generalità, prima di mettere a segno il colpo. La refurtiva non è stata ancora ritrovata: l'oro potrebbe essere nascosto sottoterra oppure fuso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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