Il dolore
Antica anfora riaffiora dagli abissi
Recuperata dalle reti del “Nettuno” tra l’Elba e l’isola di Capraia
PORTO SANTO STEFANO. Bruno Di Meglio, armatore e comandante del Motopesca “Nettuno” pescando tra l’isola di Capraia e l’Elba ha strappato dal fondale di circa novanta metri, là dove regnano oscurità e silenzio, una magnifica anfora di epoca romana che dopo molti secoli ha rivisto la luce del sole ed ha risentito la voce dei marinai.
Di Meglio con il suo equipaggio ha effettuato le dovute comunicazioni e quindi è rientrato in porto e ha consegnato lo splendido reperto alla Guardia di Finanza.
L’antico recipiente si mostra intatto sotto uno strato di preziose incrostazioni che lo rendono veramente affascinante.
Nel sottolineare il civilissimo gesto della gente del Nettuno, il comandante della squadriglia navale delle Fiamme gialle maresciallo Mattioli ha spiegato che il Ministero corrisponde un premio a chi recupera e consegna alle autorità reperti archeologici e similari per un ammontare non superiore ad un quarto del valore delle cose ritrovate.
Il premio può essere corrisposto in denaro o mediante rilascio delle cose ritrovate. In luogo del premio l’interessato può ottenere, a richiesta, un credito di imposta di pari ammontare. (r.w.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
