Finanza
«A giugno regolamento in consiglio»
Il sindaco Bonifazi risponde alle nostre domande: «Esaminate le osservazioni, ormai ci siamo. Ma non sarà la panacea»
di Guido Fiorini
GROSSETO
. Non ha fatto passare neppure un giorno, Emilio Bonifazi, per rispondere alle nostre (5+1) domande. Parole chiare le sue, su tutti gli argomenti. E la promessa che approfondirà ogni tema.
Le «soluzioni programmate in cinque anni non si concretizzano in pochi mesi - dice il primo cittadino -. L'Amministrazione comunale sta lavorando su tutte le problematiche segnalate dalle domande che il vostro giornale mi ha rivolto e non è certo pensabile che le soluzioni previste in cinque anni possano concretizzarsi in uno. Nella prima legislatura abbiamo risanato le casse del Comune ma nella seconda è esplosa una crisi economica e anche di trasferimenti statali senza precedenti: la conoscono bene i cittadini».
Partiamo dal regolamento urbanistico.
«È arrivato ad una fase ormai finale. Le osservazioni sono state tutte istruite e anche le nostre preoccupazioni rispetto alla questione delle norme regionali sul rischio idraulico hanno trovato una prima risposta ma nel frattempo abbiamo dovuto aggiornare la cartografia relativa e siamo in attesa del parere dell'Autorità di bacino e del Genio civile. Ora la strada per andare con il Ruc nelle commissioni e in aula consiliare è più semplice: i commissari potranno cominciare a lavorarci entro il mese di giugno. Va anche detto che le occasioni per costruire in questa città, tra varianti in deroga, autorizzazioni concesse e zone pronte a partire sono già numerose eppure non vengono colte; questo perché mancano i soldi da investire e non perché manca il Regolamento: questo è sicuramente fondamentale più per le esigenze dei piccoli interventi privati che per le imprese vere e proprie alle prese con la crisi di liquidità».
Quindi il Piuss e gli Etruschi.
«Abbiamo fatto molti incontri in Regione, insieme all'assessore Monaci per continuare sul progetto, proprio perché volevamo evitare di fare come hanno fatto tutti gli altri comuni interessati dal Piano; vale a dire rinunciare perché i costi sono troppi e i soldi sempre meno. Le difficoltà economiche intervenute a partire dall'estate dell'anno scorso, ci hanno convinto a presentare progetti meno costosi e, secondo me, anche più efficaci ma adesso tocca alla Regione che deciderà entro la fine di giugno consentendoci di decidere definitivamente cosa fare».
Altri punti: Roselle e la Chelliana.
«Legata al Piuss era anche la realizzazione del punto di accoglienza ai turisti vicino agli Scavi di Roselle e in parte anche la destinazione della vecchia sede della Chelliana. Nel frattempo siamo andati avanti per la nuova sede della biblioteca alla Cittadella con la partenza del concorso di idee, per il quale Provincia e Comune hanno stanziato 10mila euro ciascuno. Concorso aperto a tutti e che non riguarda solo il tema della Chelliana ma la creazione di un vero e proprio punto di aggregazione sociale strategico per la città. Lo presenteremo a breve».
Passiamo alle Mura. Questo sarà l’anno del rilancio?
«Come il vostro giornale correttamente riconosce i passi in avanti ci sono stati, con l'affidamento alle cooperative sociali della manutenzione, con i lavori al Cassero e dintorni, con la messa in sicurezza di alcune aree a rischio e anche con una profonda riprogettazione al Maiano che superi definitivamente quanto previsto in precedenza e che vedrà pubblicamente la luce nei prossimi mesi. Qualcosa si muove su un terreno non semplice».
La sede unica del Comune?
«Faremo un concorso di idee per riqualificare l'area del vecchio ospedale di ben 12mila mq e trasferirici il Comune ma non è certo una cosa che si fa in breve tempo e i soldi che servono sono moltissimi. Verrà comunque finanziata con altre alienazioni di patrimonio. Al momento è in piedi un gruppo di lavoro tra assessori e dirigenti e presto ci sarà lo studio di fattibilità».
Infine Roselle.
«Ho detto sempre, ed è facilmente verificabile, che stiamo pensando ad un progetto piccolo e realistico, come un “calidario” stile Venturina, da sottoporre ai privati, e ad un centro civico con scuola, impianti sportivi e punto di assistenza sanitaria, già previsto dal Regolamento Urbanistico che dobbiamo approvare. Non aiuta la questione dell'interminabile contenzioso: l'appello voluto dalla Thermae Rosellae, perché comprensibilmente insoddisfatta dall'esito del lodo arbitrale che ha dimostrato come né l'Amministrazione dell'epoca né la società avevano realmente intenzione di realizzare quell'opera faraonica, è stato rinviato a novembre. Ce ne passa dall'ipotesi attribuitami di far funzionare le terme dal 2013. Si fa già fatica a rispettare gli impegni presi veramente, figurarsi quelli che non si sono nemmeno assunti. Nei prossimi mesi continuerò a rispondere e approfondire pubblicamente su ognuno di questi temi».
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