Toscana
Sos Geotermia contro l’Arpat «Nega la presenza di arsenico»
Il comitato ambientalista amiatino all’attacco: «L’ente smentisce i suoi stessi dati di dieci anni fa» La risposta al sindaco Franci: «Ci chiama allarmisti, ma siamo preoccupati anche per l’Enel»
AMIATA. Il comitato Sos Geotermia Amiata torna a far sentire la sua voce sulla situazione ambientale legata all’attività geotermica. La polemica è rivolta all’Arpat. «Ci mancava il contributo dell'Arpat Toscana alla gioiosa macchina da guerra, scatenatasi dopo che i Comitati amiatini riuniti nel coordinamento Sos Geotermia hanno ripreso con vigore a fare informazione sulla geotermia - cita il comunicato - Dopo l’assemblea pubblica di Castel del Piano del 12 maggio, al coro del Pd, di Ceroni per Aquedotto del Fiora, si unisce ora l'Arpat che ci definisce bugiardi e allarmisti, per aver reso note oggi le certificazioni e le documentazioni che la stessa Arpat presentò nel 1999 nella sede di un convegno nazionale».
Arsenico. E torna in ballo l’arsenico. «Pur di affermare la naturalezza della presenza di arsenico e pur di non rimuovere le fonti inquinanti, dalla geotermia alle bonifiche parziali e inconcludenti certificate da Arpat in Maremma, la stessa Arpat arriva a smentire se stessa e le certificazioni Asl, affermando che le rilevazioni del pericoloso cancerogeno nell'acqua del monte Amiata fino al 2002 non sono attendibili».
Come ha ricordato Barocci del Forum ambientalista proprio all'assemblea del 12 maggio, «queste affermazioni sono smentite da molti documenti, risalenti agli anni '90 o primi anni 2000, prodotti da Arpat stessa, da Asl, da dirigenti e funzionari dell'Acquedotto del Fiora e dalla societa RiMin del gruppo Eni, dall'Autorità di bacino del Tevere, Ombrone e Fiora, dalla stessa regione Toscana, senza contare le numerose pubblicazioni ed analisi di scienziati. Delle due, una: o ha ragione l'Arpat e quindi bisogna licenziare e denunciare per concorso in ecoterrorismo tutti gli altri oppure e l'Arpat che dice bugie».
Le cifre. Il comitato ricorda un illustre precedente sulla lettura dei dati scientifici da parte delle Agenzie regionali: e lo studio epidemiologico dell'Ars, l'Agenzia Sanitaria Regionale, pubblicato nel 2010 «in cui hanno rilevato che nei comuni geotermici dell'Amiata c'e un aumento “statisticamente significativo” del 13% di mortalità e non sapendo a chi darne la colpa (di certo non all'unica fonte certa di emissioni nocive che è l'attività geotermica) hanno accusato gli stessi abitanti dell'Amiata di avere stili di vita assai poco sani, colpevoli di bere, oltre l'acqua all'arsenico, anche vino, e di fumare».
Risposta a Franci. Con rammarico il comitato risponde anche al sindaco di Castel del Piano. «Apprendiamo che anche il sindaco Franci si lancia in un attacco furibondo al coordinamento Sos Geotermia, dandoci degli allarmisti, insinuando strani complotti e minacciando denunce. Vogliamo rassicurarlo, non abbiamo mai detto che dai rubinetti esca acqua con arsenico oltre i limiti legali, ma siamo molto preoccupati dal fatto che, come abbiamo detto, nelle “purissime acque dell'Amiata” negli ultimi 10/15 anni c'e stato un aumento esponenziale dell'arsenico che alcuni studiosi, da Borgia a Medicina Democratica, associano alla geotermia e che per il futuro si prevedono consistenti interventi (riassetto Piancastagnaio e Bagnore 4)».
Problemi con Enel. Sos Geotermia conclude dichiarandosi «d'accordo con Tiberi, dello stesso Pd come Franci, quando dice che “l'Enel ci crea qualche problema ambientale” e che “non siamo per nulla tranquilli che il livello di arsenico sia 10 o 10,1 o 9,9 e bisogna andare almeno al di sotto del 50% dei limiti di legge”. Crediamo che anche Franci converrà almeno su questo, magari ci differenziamo sui modi per arrivare alla riduzione dell'arsenico, ma questo sarebbe un ragionamento su cui vorremmo che cittadini e amministratori fossero coinvolti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google