Proteste
«Noi dietrologi? No, è il sistema che crolla»
Giacomo Gori: «Il trionfo ai ballottaggi ha sorpreso anche me. Ma il cambiamento è cominciato»
GROSSETO. Il giorno dopo i ballottaggi che hanno decretato il Movimento Cinque Stelle vincitore, con l’elezione di quattro sindaci ed un exploit di voti, persino Giacomo Gori, consigliere comunale “grillino”, ammette lo stupore per un risultato inatteso.
«È stata una sorpresa, non pensavo che avremmo raggiunto queste cifre. Il nostro successo è frutto di questo contesto che non permette ai cittadini di fare vera politica. E lo dimostrano le dichiarazioni ostili dei poteri tradizionali come quelle del presidente Napolitano o del cardinal Bagnasco».
Fare sempre dietrologie non rischia di essere controproducente in termini di credibilità?
«È il sistema a essere incancrenito, e non parlo solo dei partiti ma di tutte le strutture che gestiscono il potere. Soprattutto in una città come Grosseto dove le lobby la fanno da padroni».
Accuse generiche, faccia qualche nome.
«Camera di Commercio, tutte le associazioni di categoria, banche radicate nel territorio. A tirarne le fila ci sono sempre le stesse persone da venti - trent’anni. Senza rinnovamento si mantengono quelle logiche basate su reciproci scambi di favore che tarpano le ali alla città».
Par di capire che anche in ambito locale volete tenere il ruolo di battitori liberi.
«È inevitabile. Prendiamo ad esempio il referendum sull’acqua, che gli italiani hanno dimostrato di considerare un bene pubblico. Tra quelle firme ci sono gli elettori di partiti come Sel e Idv che poi, quando si è trattato di approvare in consiglio comunale la mozione sulla ripubblicizzazione dell’Acquedotto del Fiora, sono scesi al compromesso mantenendo, di fatto, lo status quo».
Crede che se le elezioni a Grosseto fossero state ora, e non un anno fa, avreste beneficiato di questo clima prendendo più del 5,2%?
«A livello di battuta lo abbiamo detto più volte e probabilmente la nostra percentuale oggi sarebbe più alta. Però siamo contenti così. Il cambiamento cominciato in Emilia Romagna, dove è stato smascherato il groviglio di interessi portato avanti in primis da Pd e cooperative nelle regioni tradizionalmente rosse, avverrà anche da noi». (l.s.)
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