Il Tirreno

Grosseto

Nessun pericolo da quei fusti

Pescati vicino a Montecristo, non contengono materiale inquinante

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO SANTO STEFANO. L’allarme, alla vista di quei fusti, era scattato. Ma per fortuna le analisi hanno scongiurato qualunque tipo di rischio per l’ambiente.

Le sei taniche in plastica ripescate a sud ovest dell’Isola di Montecristo da un peschereccio di Porto Santo Stefano e sbarcate sulla banchina del paese del Promontorio una settimana fa contenevano acido cloridrico (comunemente conosciuto come acido muriatico), come ipotizzato in un primo momento.

Le prime analisi dei campioni, effettuate dai laboratori Arpat, porterebbero ad escludere rischi di contaminazione significativa del mare. Le taniche sbarcate erano state messe sotto sequestro e consegnate al nucleo provinciale di Grosseto dei vigili del fuoco, per garantire l’apertura in sicurezza dei contenitori, dato che non si aveva nessuna indicazione del loro contenuto.

I vigili del fuoco hanno riscontrato la presenza nelle taniche di una soluzione molto acida, probabilmente di acido cloridrico.

Le prime valutazioni dei tecnici dell’Arpat sulla pericolosità dell’acido cloridrico sono, si legge in una nota, «che può avere un effetto distruttivo sulle forme di vita presenti nei dintorni, immediato ma temporaneo, limitato alle aree dove può arrivare senza essere sufficientemente diluito (decine di metri per un contenitore da 50 litri), dopo di che perde ogni effetto significativo». «Eventuali pericoli di una contaminazione per l’ambiente - aggiunge l’Arpat - potevano dipendere quindi dalle sostanze (eventualmente) disciolte nell’acido e le analisi sinora effettuate portano ad escludere questo potenziale rischio».

I fusti ripescati quindi, non rappresentano un problema per l’ambiente.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa