La manifestazione
Fiumi di coca nel golfo Arrestato operaio edile
Da Firenze a Follonica arrivavano anche tre chili e mezzo di droga per volta L’uomo, 33 anni, è considerato il capo dello spaccio in tutta la Toscana
FOLLONICA. Il pesce finito ieri mattina nella rete della guardia di finanza di Firenze, non è un pesce piccolo. Ma il referente regionale di una rete di spaccio internazionale che le fiamme gialle hanno decapitato, con 13 arresti tra l’Italia, la Francia e l’Olanda. Tra questi è finito anche un operaio edile di Follonica, 33 anni di origini albanesi, considerato dagli uomini del Gico il referente toscano dello spaccio.
Un referente di prima categoria, stando ai risultati dell’operazione “Cime bianche”: in dieci giorni ha ricevuto sette chili di cocaina arrivata a Follonica attraverso due corrieri, anelli più deboli della catena. Personaggi che la banda poteva tranquillamente permettersi di “bruciare”. E infatti, due di loro sono stati presi dai finanzieri qualche giorno fa, mentre stavano portando il carico (tre chili e mezzo di coca) a Follonica. Ieri mattina invece, con un’ordinanza emessa dal gip del tribunale di Firenze, Michele Barillaro, su richiesta del sostituto procuratore distrettuale antimafia Pietro Suchan, le manette sono scattate ai polsi di tredici persone, mentre per altre quattro persone residenti in Francia, è stato spiccato un mandato d’arresto internazionale.
Fiumi di cocaina e fiumi di soldi viaggiavano tra la Francia, l’Olanda, Firenze e Follonica. Al centro c’era l’operaio edile che vive in città. Ieri mattina, quando le fiamme gialle sono entrate nel suo appartamento, hanno trovato altri 50 grammi di cocaina. Nella città del golfo, la droga arrivava con un buon grado di purezza e qui veniva lavorata e, in parte spacciata direttamente in Maremma. Il resto tornava a Firenze, sempre attraverso i corrieri, le pedine che venivano sacrificate con maggior facilità da parte della banda.
I militari del Gico hanno tenuto sotto controllo l’uomo, che al telefono parlava soltanto in albanese, con accento di Valona, e soprattutto in codice. Un codice difficile da decifrare, che però ha messo i finazieri sulla pista giusta: la direttrice che da Firenze attraversa la Toscana e arriva in Maremma, dove circolavano centinaia di migliaia di euro di cocaina pronta per essere immessa sul mercato. Senza dare nell’occhio, però. L’albanese arrestato ieri mattina era uguale a tanti altri trentatreenni che vivono di un lavoro saltuario e che fanno fatica ad arrivare a fine mese.
Secondo gli uomini del Gico, le centinaia di migliaia di euro che gli passavano per le mani, andavano poi dritti in Albania, dove vive la famiglia d’origine dell’uomo, considerato il capo toscano di un mini-impero della droga.
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