Gioco
Cinque domande (più una) al sindaco Bonifazi A un anno dall’elezione: a che punto siamo?
Al centesimo giorno del Bonifazi-bis ponemmo cinque domande al sindaco, sui cinque temi chiave del programma. Era l’inizio di settembre dell’anno scorso. Il sindaco ci rispose,...
Al centesimo giorno del Bonifazi-bis ponemmo cinque domande al sindaco, sui cinque temi chiave del programma. Era l’inizio di settembre dell’anno scorso. Il sindaco ci rispose, dopo un paio di settimane, rilanciando il suo patto con gli elettori: “datemi tempo e vedrete”.
Adesso è passato il primo anno dal ballottaggio che premiò con larga maggioranza il candidato... follonichese sul grossetano Mario Lolini, quest’ultimo peraltro sgambettato prima di tutto da parte dei suoi, un prologo allo sgretolamento attuale del Centrodestra.
Ora, mentre il Partito Democratico grossetano si contorce in inutili e stucchevoli dibattiti su qualche nomina, riproponendo le solite guerre fra gruppetti e fra le diverse anime di un partito che quando c’è da fare sintesi pare “mai nato”, le cinque domande, legate alle cinque conferenze stampa che il sindaco fece prima del voto prendendo altrettanti impegni, sono ancora attuali.
Ce ne aggiungiamo una sesta, sui temi dell’urbanistica, visto che Bonifazi scelse di tenere per sé la delega. E visto che il mattone è da sempre il motore di questa città, dalle costruzioni fino alle compravendite.
1) Il regolamento urbanistico. Un po’ le nuove norme restrittive dettate dalla Regione sul rischio idraulico, peraltro recentemente riviste, un po’ la mole di osservazioni, che in parte hanno tentato di modificare una montagna di errori materiali dovuti a un’adozione frettolosa, hanno messo la sabbia negli ingranaggi dello strumento principe per la pianificazione degli interventi sul territorio. Certo è che la città è ferma, bloccata dalle norme di salvaguardia, non solo dalla profonda crisi del settore. A che punto siamo sindaco?
2) Il Piuss e gli Etruschi. La madre di tutte le promesse il Comune se l’è rimangiata boccone dopo boccone, forse sperando che alla fine la città se la scordi. È vero, ci sono i costi della gestione da definire con la Regione e ci sono progetti che in questo momento appaiono sovradimensionati da rivedere. Ma si fa o non si fa?
3) Le Mura. Sono la nostra battaglia del 2012. Le abbiamo “adottate” noi del Tirreno, provando a trascinare il Comune verso una valorizzazione del monumento principale della città. Qualcosa è migliorato, ne va dato atto all’Amministrazione: ora c’è una coop per le manutenzioni, alcune zone sono state un pochino ripulite. Ma restano i due grandi nodi: il bastione Maiano, che offende gli occhi con quell’orrendo “pistone” in cemento ed è il regno del degrado, e le casette cinquecentesche, vuote da tempo. A che punto sono i progetti? O, almeno, ci sono dei progetti?
4) La Chelliana. Biblioteca o non biblioteca, lo storico palazzo rischia di cadere a pezzi. Certo non ci andrà più l’università, nelle condizioni in cui versa all’ex Gil ci sta bella larga, ma il Comune ha il dovere di dire cosa vuole fare di questo meraviglioso immobile nel cuore della città. C’è un progetto? A che punto siamo? E i soldi (della Fondazione Mps...) ci sono sempre?
5) La sede del Comune. L’ex ospedale per ora ospita topi e gatti, in una coabitazione quasi innaturale. Siamo in pieno centro storico, accanto alle Mura, sono volumetrie importanti. C’è ancora l’intenzione di farci la sede unica come annunciato prima del voto? Cosa è stato fatto in questo anno? Si riescono almeno a scacciare topi e gatti?
6) Roselle. Gli scavi, peraltro non di competenza comunale, versano in condizioni pietose e la frazione si spopola. Ma il Comune aveva annunciato la realizzazione di un nuovo punto di accoglienza dei turisti e, dopo un’incursione di Striscia la Notizia, anche il ritorno al funzionamento delle terme entro il 2013. Stessa domanda: a che punto siamo?
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