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Grosseto

«Stazioni prese d’assalto dal boom dei ladri di rame»

«Stazioni prese d’assalto dal boom dei ladri di rame»

Trenitalia conferma l’esistenza dei ritardi, ma spiega di non aver riscontrato situazioni «importanti: i ritardi dei Frecciabianca sono nell’ordine di quelli di altri treni». Lo stesso...

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GROSSETO. Trenitalia conferma l’esistenza dei ritardi, ma spiega di non aver riscontrato situazioni «importanti: i ritardi dei Frecciabianca sono nell’ordine di quelli di altri treni». Lo stesso incidente del 9 maggio, «quando è fuoriuscito fumo dal treno, è stato del tutto eccezionale», spiega la società secondo la quale, «guardando la puntualità di un treno che fa svariate centinaia di km sulla Roma-Genova, è normale che i disagi si accumulino». Sull’intera tratta, conferma Trenitalia, esiste un solo ufficio manutenzione. Ed è a Milano: per questo bisogna aspettare tecnici lombardi se un Frecciabianca si rompe a Campiglia. «Ovvio - dice la società - che non lasciamo a piedi l’utente, il quale, mentre i tecnici scendono dalla Lombardia alla Toscana, può sempre prendere il treno successivo». Ma ai pendolari non va giù che, mentre il loro pendolino è defunto, debbano prendere un regionale.

Trenitalia, dal canto suo, lamenta i continui furti di rame, tra i responsabili “esterni” dei disagi agli utenti: problema che investe tutta la penisola mandando in tilt i collegamenti. I malviventi prendono di mira le stazioncine periferiche e fanno man bassa di cavi. Nessun rischio per i viaggiatori: in caso di sottrazione di cavi, i treni devono fermarsi e riprendere la marcia a velocità ridotta, ma le corse accumulano ritardi.

La Polfer di Grosseto, da gennaio, ha recuperato 400 chili di rame sottratto nelle sottostazioni, ovvero non proprio nelle stazioni ma lungo le linee nelle quali i ladri possono muoversi al riparo da telecamere. Da Montepescali a Capalbio, sono tantissimi gli episodi notturni, anche scoperti dalle forze dell’ordine. Decine di casi e moltissimi i controlli mirati della polizia ferroviaria. I furti di rame richiedono abilità fuori dal comune: avvengono sulla linea elettrica a 3mila volt e sono, purtroppo, decisamente fruttuosi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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