Il dolore
«Imu al 4 per mille per tutelare i più deboli»
Orbetello, il Comune fissa un’aliquota «meno gravosa dell’Ici prima casa sulle tasche dei cittadini»
ORBETELLO. Il Comune di Orbetello comincia ufficialmente a parlare di Imu, e dopo le critiche dell’opposizione che con Andrea Casamenti profetizza una storica batosta per i cittadini, scende in campo per annunciare che l’aliquota per le prime case sarà il 4 per mille, sancendo quindi la volontà di tutelare soprattutto le fasce sociali più deboli.
«Una posizione - si sottolinea - meno onerosa di quanto fatto dalla vecchia amministrazione con l’Ici prima casa che in passato era al 5,9 per mille: con una rendita catastale di 1000 euro un cittadino avrebbe pagato 516 euro, mentre oggi con l’Imu ne pagherà 472, e se si considera il caso di una famiglia con due figli minori, con le riduzioni si arriverebbe addirittura a 372 contro i 516 della vecchia. Da simulazioni fatte dai nostri uffici - continua il Comune - risulta che fino a rendite catastali di 1900 euro, molto alte per il nostro territorio, con l’Imu al 4 per mille sulla prima casa vi sarà un risparmio per i cittadini rispetto all’Ici applicata dalla precedente amministrazione». In apertura di documento il Comune tende a fare alcune precisazioni che potrebbero essere un preludio a una difficile situazione futura di bilancio: «Alla luce degli ultimi dati pubblicati dal ministero dell’interno e dal dipartimento delle politiche fiscali del Ministro dell’Economia - si recita – si esprime preoccupazione sui tagli che sono stati applicati con le ultime manovre. Orbetello rientra nei 209 comuni dei circa 8000 esistenti che non riceveranno neanche un euro dai trasferimenti dalla Stato, anzi dovranno essere restituiti 200mila euro in aggiunta al taglio di trasferimenti di 3 milioni di euro. Il taglio si è abbattuto soprattutto sui Comuni a forte vocazione turistica per i quali il governo Monti ha previsto ingenti introiti dall’Imu sulle seconde case. Dati che però - sottolinea ancora il Comune - non trovano riscontro nei nostri dati, risultando tali introiti inferiori del 20%. L’Imu non porterà risorse aggiuntive nel nostro Comune: di fatto considerando il suddetto taglio di trasferimenti, con le aliquote di base avremmo un’entrata inferiore del 73% al gettito della vecchia Ici: motivo per cui i Comuni (forse anche Orbetello?) sono costretti a modificare le aliquote».
Il documento si conclude con un rammarico: «Con l’Imu siamo costretti a sostenere il deficit pubblico generale senza portare un centesimo nelle casse. Con l’Imu lo Stato ha reso ancor più precari i bilanci locali lasciando la revisione delle aliquote e l’addizionale Irpef come unici strumenti a disposizione per continuare a erogare servizi pubblici essenziali. Viene dato ai sindaci il ruolo di esattori, che sicuramente non è quello per cui sono stati eletti. Siamo consapevoli della crisi economica che vive il paese e di quanto siano indispensabili i servizi nei confronti dei cittadini».
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