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PORTO ERCOLE

Porta Senese risplende Un gioiello ritrovato

di Renzo Wongher
Porta Senese risplende Un gioiello ritrovato

PORTO ERCOLE. È stato inaugurato nel tardo pomeriggio di ieri il restauro della porta senese di Porto Ercole, uno dei più suggestivi “squarci urbani” del Promontorio, che si trovava ormai da tempo...

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PORTO ERCOLE. È stato inaugurato nel tardo pomeriggio di ieri il restauro della porta senese di Porto Ercole, uno dei più suggestivi “squarci urbani” del Promontorio, che si trovava ormai da tempo immemorabile in pessimo stato.

Attraverso questo varco si accede a Piazza Santa Barbara e all’antico borgo marinaro che domina il porto.

Una ripida scalinata, appena oltrepassata la Porta, conduce alla chiesa di Sant’Erasmo patrono di Porto Ercole.

Alla cerimonia erano presenti gli amministratori comunali, sindaco in testa, le autorità locali, tanti residenti e molti villeggianti. Era presente anche la dirigenza della ditta Ecofast di Roma, che ha effettuato il restauro.

La cerimonia è stata semplice: denedizione della monumentale struttura da parte del parroco don Adorno, lettura di alcuni cenni storici su Porto Ercole , breve discorso del sindaco Arturo Cerulli con i ringraziamenti a chi ha collaborato alla realizzazione dell'opera, prima fra tutti il Monte dei Paschi che ha elargito cinquantamila euro (Il Comune ne ha messi invece ottantamila), taglio del nastro da parte del primo cittadino e per concludere buffet aperto a tutti.

Il monumento alza il livello del patrimonio storico di Porto Ercole che nel Medio Evo passò attraverso varie signorie: dall’abbazia romana di S. Anastasio alle Tre Fontane a famiglie feudali di origine senese come gli Aldobrandeschi. Agli inizi del XV secolo la proprietà del territorio passò alla Repubblica di Siena.

La costruzione della porta risale con ogni evidenza proprio al primo periodo senese, ne fa fede la forma ad arco ogivale di terzo acuto con sottarco depresso, caratteristica appunto dell'architettura senese ed è quindi molto antica tanto che già nel 1532 Baldassarre Peruzzi, incaricato dalla repubblica di ispezionare le fortificazioni della zona, ne rilevava lo stato precario.

Da alcune vecchie fotografie sembra di riconoscere una veletta in mattoni intonsi e pertanto si può presumere che un ultimo restauro può essere stato effettuato tra il 1970 e il 1979, occasione in cui furono ricostruiti anche i merli della muratura adiacente.

Vale la pena sottolineare il carattere “civico” conferito alla struttura dalla presenza della torre campanaria, ricordo di un elemento già tipico dei palazzi pubblici medievali, e degli orologi, meccanico e solare, che certamente nei tempi passati regolavano la vita degli abitanti del piccolo e bellissimo borgo marinaro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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