Il lutto
La mamma di Federico soffre di una psicosi biologica
GROSSETO. Se Laura Pettenello ha ucciso Federico annegandolo nel mare della Feniglia l’estate scorsa, come ormai pare accertato, il suo disturbo potrebbe avere un’origine biologica. Un disturbo ben...
GROSSETO. Se Laura Pettenello ha ucciso Federico annegandolo nel mare della Feniglia l’estate scorsa, come ormai pare accertato, il suo disturbo potrebbe avere un’origine biologica. Un disturbo ben più grave della “tradizionale” depressione post partum, un delirio sistemizzato che potrebbe essere stato scatenato da una malattia di cui ha sofferto di recente e favorito da un substrato familiare. Una “psicosi affettivo puerperale biologica”. A prescindere dall’esatta origine del disturbo, la conclusione è comunque una sola: la donna non è capace di intendere e di volere e non lo era nemmeno quel 9 agosto.
Lo ha detto il professor Massimo Ammanniti, ordinario di psicopatologia alla Sapienza di Roma, incaricato dal gip Marco Mezzaluna, insieme al dottor Romano Fabbrizzi, di sondare la psiche della donna. La discussione della perizia ha chiuso ieri mattina l’incidente probatorio. Ascoltate le parole dell’esperto, il pm Maria Navarro (presente anche il procuratore capo Francesco Verusio) ha chiesto la modifica della misura: non più una misura di custodia cautelare ma una misura di sicurezza provvisoria (disposta alle 13 di ieri), che diventerà poi definitiva. «Per la signora Laura - spiegano i difensori Carolina Flick e Bruno Leporatti - non cambia nulla: continuerà a curarsi. Cambia la qualificazione giuridica». La commercialista romana di 46 anni - indagata per l’omicidio e per il tentativo di omicidio del 13 marzo a Roma - è ai domiciliari in clinica, dove venne posta a ottobre dopo l’interrogatorio nel carcere di Rebibbia, quello nel quale la donna aveva ribadito di non aver ucciso Federico, 18 mesi: «È stata una disgrazia». La perizia medico-legale (professor Vittorio Fineschi) parla invece di una permanenza prolungata, di alcuni minuti. E quegli esami sono in contrasto con l’incidente prospettato dalle parole della donna. Ai cui occhi quel bambino arrivato (dopo altri due figli) come un dono di Dio si era poi trasformato in un “peso” tale da dover essere eliminato, in un delirio che poteva richiedere addirittura l’intervento di un esorcista. Laura Pettenello, il cui dramma rivive anche nelle e-mail sequestrate dagli investigatori, non avrebbe ancora elaborato quell’episodio. La misura di sicurezza potrebbe servire anche per prevenire gesti pericolosi per se stessa.
Il fascicolo (in cui il marito Lorenzo Cassinis è indagato per concorso in omicidio) torna adesso in Procura. «Il pm dovrà comunque chiedere il rinvio a giudizio, l’archiviazione non è possibile - spiegano i legale - Servirà un giudice, che deciderà in conformità con le conclusioni dell’incidente probatorio». Laura Pettenello è in cura da otto mesi. Resta la domanda - senza risposta - se sarebbe stato possibile curarla prima. Se, insomma, la tragedia annunciata si sarebbe potuta evitare.
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