Il Tirreno

Grosseto

«Chi frequenta i corsi Afa resta giovane nel cuore»

di Maurizio Bernardini
«Chi frequenta i corsi Afa resta giovane nel cuore»

Nuove amicizie e attività fisica hanno entusiasmato seicento anziani affetti da problemi di mobilità, artrosi e patologie croniche di vario genere

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GROSSETO. «Ho stretto amicizia con diverse persone, la sera quando torno a casa mi sento in forma e con il morale alle stelle. Ho scoperto che la vita può essere divertente e salutare anche alla mia età»: a parlare è Franca, settantanove anni e un entusiasmo da fare invidia a una ragazzina.

L’occasione per scambiare due parole con lei, così come con tanti, tantissimi altri “ragazzi” della terza età, è la festa degli iscritti ai corsi di Afa - attività fisica adattata - organizzati dalla Uisp. Centinaia gli over cinquanta e le persone con difficoltà motorie o sindromi da ipomobilità, artrosi, osteoporosi e patologie croniche coinvolte, con successo, in tutta la Maremma. Anche alla manifestazione, che ha avuto inizio in piazza Dante ieri mattina ed è proseguita al parco di pietra di Roselle, erano veramente molti gli iscritti e simpatizzanti presenti.

Da ogni zona della provincia, da Pitigliano a MonteroTondo, da Castel del Piano a Follonica: «Riuscire a portare seicento persone a Grosseto – ha sottolineato Sergio Stefanelli, presidente provinciale Uisp – è stata una bella impresa». Ma perché sobbarcarsi magari un’ora di autobus per partecipare a una festa? Lo spiega in pochissime parole Carla: «I corsi Afa mi hanno ridato la vita. Me li ha consigliati il medico e sono divenuti, in breve tempo, un modo per tenersi in forma e fare amicizie», mentre Santa, aretina di ottantuno anni, annuisce e rilancia: «Frequento i corsi da diverso tempo, siamo giovani nel cuore e stiamo bene tutti insieme».

Certo, non sono mancati i soliti due, tre personaggi che si lamentano: come un anziano che pretendeva di essere servito dai volontari con più velocità durante il pranzo, peraltro completamente gratuito, di ottima qualità e di più portate. Il clima, comunque, è stato assolutamente positivo e contraddistinto da un comune filo conduttore che ha legato un po’ tutti i racconti di ogni presente: «È fondamentale non essere lasciati soli e non sentirsi soli – ha evidenziato il direttore della Società della salute, Fabrizio Boldrini – perché è proprio in quel momento che ci si lascia andare».

Alla buona riuscita della giornata, oltre che la Asl, ha contribuito attivamente la coop sociale Uscita di sicurezza, una delle realtà onlus più attive sul territorio locale. È stata proprio la cooperativa coordinata da Luca Terrosi ad aver offerto, insieme a La Cava, l’ospitalità ed il pranzo a tutti gli intervenuti. La kermesse è stata accompagnata da un piacevole intrattenimento musicale e da simpatiche animazioni.  

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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