Il Tirreno

Grosseto

IL PARADOSSO

«C’è bisogno di alimenti ma non si sa dove metterli»

di Maurizio Bernardini

GROSSETO. «Gli alimenti per i bisognosi ci sarebbero, ma è complesso ritirarli, stoccarli e distribuirli perché i volontari scarseggiano». È questo l’ultimo paradosso della nuova povertà. A lanciare...

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GROSSETO. «Gli alimenti per i bisognosi ci sarebbero, ma è complesso ritirarli, stoccarli e distribuirli perché i volontari scarseggiano». È questo l’ultimo paradosso della nuova povertà. A lanciare l’allarme è don Enzo Capitani, responsabile della Caritas grossetana. Il riferimento non è ai prodotti facilmente deperibili, ma a quelli inscatolati e a lunga conservazione. Quintali di cibo che terminano nel cassonetto, inghiottiti dal turbine dello spreco. Certo, non che tutto vada in malora: sono molti gli alimenti quotidianamente recuperati dalle diverse istituzioni sociali attive in Maremma. Ma di sicuro qualcosa di meglio potrebbe essere fatto.

Una delle onlus che opera nelle situazioni di disagio sociale e indigenza economica è Le Querce di Mamre. Qui, ogni due settimane, vengono distribuiti, tramite un listino a costo zero, centinaia di articoli alimentari, di igiene personale e per la casa. Al centro degli interessi dell’organizzazione vi sono le famiglie, una ventina ad oggi quelle seguite. L’impegno qui non si limita alla consegna del “pacco”, ma è finalizzato ad accompagnare i nuclei familiari sino al superamento della crisi. E i prodotti che devono essere consumati nel giro di dodici, massimo ventiquattro ore? Anche in questo caso sono veramente molti i grossetani che hanno scelto di dare il proprio contributo: dalla Gdo sino ai titolari di bar, pizzerie e ristoranti. Tutti agiscono quasi sempre in silenzio, senza farsi pubblicità e senza ostentare la beneficienza fatta.

I ragazzi e le ragazze della Ronda della carità, una delle onlus più attive sul territorio, hanno battuto la città a tappeto, angolo dopo angolo. Un impegno che ha portato a raccogliere l’adesione di una quindicina di esercizi pubblici, oltre a un importante accordo con la mensa scolastica delle elementari di via Mazzini. In tutte queste realtà, il non venduto della giornata viene prelevato dai volontari della Ronda, due volte a settimana e distribuito a chi ne ha bisogno. Mentre in quest’ultimo caso le urgenze sono completamente soddisfatte, per quel che riguarda gli alimenti a lunga conservazione spesso si va incontro a una situazione surreale: ci sono quintali di cibo, ma non c’è chi li va a ritirare e li smista.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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