Il dolore
Troppe richieste di allaccio Enel non ha più linee idonee
Ma quale ostacolo ha incontrato, al Madonnino, la Cooperativa Ortofrutta per realizzare l'impianto fotovoltaico sulla copertura del suo capannone? Perché ha dovuto ridurlo e rimetterci...
GROSSETO. Ma quale ostacolo ha incontrato, al Madonnino, la Cooperativa Ortofrutta per realizzare l'impianto fotovoltaico sulla copertura del suo capannone? Perché ha dovuto ridurlo e rimetterci circa 90 mila euro? Spiegarlo in due parole non è semplice. Dipende da Enel, ma non solo.
Fino ad un anno fa si è registrato un aumento esponenziale delle richieste di connessione al gestore da parte di soggetti privati. Solo in parte, però, queste richieste (prenotazioni di allaccio) hanno poi avuto un reale sviluppo degli impianti alimentati da fonti rinnovabili. Più spesso alle richieste di connessione presentate ad Enel non ha fatto seguito la costruzione dell'impianto di produzione di energia elettrica. E fin qui non ci sarebbe nulla di strano.
Enel, però, ha continuato a tener conto di quelle richieste classificando le aree territoriali per livelli di criticità in base alla disponibilità della capacità di rete. In particolare, sono state rilevate in Toscana, e specialmente nella provincia di Grosseto, zone cosiddette “sature”" (su carta) ai fini della connessione alla rete di distribuzione che hanno determinato l'attivazione di iter complessi e lunghissimi per la realizzazione di nuove cabine primarie (alcune inutili, costo sui 2,5 milioni cadauna). In realtà le numerose richieste formulate non hanno la benché minima possibilità di tradursi in impianti di produzione. La procedura amministrativa praticata da Enel che, per adempiere l'obbligo di ottenere dai produttori l'evidenza dell'avvio de1 procedimento autorizzativo ovvero dell'inizio dei lavori, fa ricorso al sistema dell'autocertificazione, non si è dimostrata sufficiente ad evitare un sovraccarico di richieste di “prenotazione delle linee”, in maggioranza da parte di soggetti che non realizzano gli impianti e danneggiano chi invece, come Ortufrutta, l'investimento l'ha fatto davvero.
Adesso il problema è sul tavolo dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas. In pratica più di un soggetto chiede che Enel dinieghi la richiesta di allaccio e liberi la potenza impegnata almeno a coloro che hanno prenotato linee con riferimento a impianti ubicati in aree nelle quali è vietata la realizzazione. (g.b.)
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