Il Tirreno

Grosseto

Sei fusti pieni di acido in mare Recuperati e stoccati a terra

di Sabino Zuppa
Sei fusti pieni di acido in mare Recuperati e stoccati a terra

Un peschereccio maltese li ha issati a bordo a 25 miglia a sud-ovest di Montecristo La Capitaneria chiarisce: «Analisi in corso, ma non sono quelli dell’Eurocargo Venezia»

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ORBETELLO. La calma bucolica delle campagna orbetellana è stata turbata nei passati pomeriggi da una notizia che si è diffusa alla velocità della luce tra agricoltori ed operatori agrituristici: sembrerebbe infatti che sei fusti ritrovati in mare e messi sotto sequestro dall'Ufficio Circondariale di Porto Santo Stefano siano stati stoccati in un capannone dell'entroterra del comune lagunare dove rimangono in attesa che si svolgano ulteriori indagini ed analisi dell'Arpat per individuarne il contenuto e l'eventuale provenienza. Ed in effetti non ha tardato ad arrivare il comunicato stampa del Comandante di Porto S.Stefano Giorgia Capozzella che ha confermato l'avvenuto ritrovamento nei giorni passati di sei fusti di plastica, tutti integri ed ancora in buono stato di conservazione da parte di un peschereccio battente bandiera maltese durante le normali operazioni di pesca a strascico. Il ritrovamento è avvenuto in una zona di mare a 25 miglia a sud-ovest dell'isola di Montecristo, un tratto del tirreno molto trafficato dalle navi cargo e ben lontano dalla zona di Capraia dove invece si stanno cercando i fusti tossici dell'Eurocargo Venezia, persi durante una mareggiata nel passato dicembre.

Per questo nel comunicato della Guardia Costiera si esclude assolutamente che detti contenitori siano associabili al carico perso dalla nave della Grimaldi e che invece, dalle prime analisi dell'Arpat, sembra che contengano una soluzione a base di acido cloridrico che non costituirebbe pericolo alcuno. La notizia è stata accolta con sollievo ma non ha convinto completamente gli abitanti della zona interessata anche perché il trasporto e la consegna sono stati effettuati sotto scorta delle forze dell'ordine, la cui presenza ha destato palese preoccupazione. C'è da dire inoltre che l'episodio costituisce l'ultimo atto di un trend che ha già visto stoccare sul territorio del comune di Orbetello altro materiale proveniente dal mare. Il chiaro riferimento è allo smaltimento rifiuti della Costa Concordia cominciato a gennaio con il trasporto delle scialuppe tuttora ammassate in riva al mare nella baia di Talamone, le quali costituiscono un vero e proprio choc paesaggistico: oltre a ciò è noto che sta continuando e continuerà lo smaltimento dei rifiuti del relitto nei capannoni già usati in zona fino ad oggi, passando dal porticciolo caro a Garibaldi come annunciato dai responsabili della Titan-Micoperi incaricati del recupero. Per questo motivo dovrebbe nascere un comitato spontaneo di cittadini che cercherà di mettere tale situazione all'attenzione del sindaco Monica Paffetti che proprio di recente ha confermato a chiare note la sua totale dedizione alla tutela del territorio orbetellano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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