Il Tirreno

Grosseto

«Le visite andrologiche si fanno»

di Enrico Pizzi
«Le visite andrologiche si fanno»

L’Asl chiarisce: difetto di comunicazione al Cup, ma gli urologi garantiscono il servizio

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GROSSETO. La consulenza andrologica nella Asl 9 è garantita dagli urologi, ma il centro unico delle prenotazioni non lo sa.

Anzi, non lo sapeva, come non potevano saperlo quei cittadini che, rivolgendosi al Cup, cercavano di prenotare una visita andrologica e si sentivano rispondere prima che bisognava prenotare direttamente nel reparto di urologia, poi, dal reparto - in realtà dal setting di Chirurgia, così chiamato dopo la ristrutturazione in intensità di cura - che il reparto di Urologia non esiste più e che per le visite andrologiche bisognava chiedere al Cup, e alla fine, di nuovo dal Cup si sentivano dire che a Grosseto visite andrologiche non se ne fanno e non se ne prenotano e che sarebbe stato necessario rivolgersi alle Asl di Siena, Pisa o Firenze. Deduzione logica: a Grosseto, solo visite a pagamento.

Invece non è così, e l'azienda sanitaria grossetana interviene per chiarirlo.

«Non è stato chiuso alcun servizio ai cittadini – si legge in una nota – nella Asl 9, la consulenza andrologica era ed è garantita tuttora dagli specialisti dell'urologia».

Insomma, chi ha un problema andrologico fino a un paio di mesi fa poteva prenotare, via Cup, una visita andrologica presso l'ambulatorio andrologico, adesso deve chiedere una visita urologica.

L'Asl 9, infatti, chiarisce che «Ciò che è stato letto come la chiusura di quello che era impropriamente chiamato “ambulatorio andrologico” (da molti anni, ndr), è la riorganizzazione del servizio stesso e l'adeguamento – anche formale – alle indicazioni della Regione. La differenza è solo che non è più possibile richiedere al Cup l'appuntamento per una “visita andrologica”, perché in quel caso, giustamente, il cittadino si sentirà rispondere di rivolgersi a Siena, Pisa o Firenze, ma per una “visita urologica”, nell'ambito della quale possono essere affrontate – esattamente come avveniva in precedenza – anche problematiche di tipo andrologico».

Probabilmente sarebbe stato più semplice avvertire le operatrici del Cup in modo diverso: quindi non di non ricevere più prenotazioni per le visite andrologiche, ma di indirizzarle direttamente agli urologi, in modo da non mandare in confusione né loro stesse né gli utenti. E in qualche caso anche i medici di base, che non hanno più prescritto gli esami per Grosseto.

L'Asl stessa prende atto, correttamente, di un difetto di comunicazione interna.

«C’è stato un difetto di comunicazione sia verso gli operatori dello sportello e del call center, che verso alcuni professionisti. Ci scusiamo – scrive l'azienda – con i cittadini se questo ha creato motivo di preoccupazione e allarme, ribadendo che, comunque, è sempre possibile rivolgersi all'ufficio relazioni con il pubblico per avere informazioni».

Ma ogni tanto, rivolgersi anche ai giornali non guasta, visto che tutta la vicenda è servita quantomeno a dare informazioni in più agli utenti grossetani.

Nel merito, però, l'Asl spiega che «Non è cambiato nulla per i cittadini che hanno bisogno di questa visita, se non l'indicazione sulla richiesta medica» e ricorda che gli urologi dell'azienda garantiscono le consulenze andrologiche «in particolare per le problematiche legate alla sterilità di coppia e all'attività del centro di procreazione medicalmente assistita (centro Pma)».

Inoltre, scrive ancora l’Asl nella nota, «In ogni caso, gli urologi del Misericordia offrono prestazioni, chirurgiche e non, anche per patologie che riguardano più nello specifico la sfera sessuale».

«Per problematiche maggiori, invece – conclude la nota dell’Azienda sanitaria – , il paziente viene reinviato ad un centro di secondo livello, presso le Aziende ospedaliere universitarie di Siena, Pisa e Firenze, come prevede il Piano sanitario regionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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