Il Tirreno

Grosseto

Ecco il nuovo mattatoio entro il mese la decisione

di Gabriele Baldanzi
Ecco il nuovo mattatoio entro il mese la decisione

La società porterà in assemblea un aumento di capitale di 800mila euro Borgia: «Questo è l’ultimo treno. Altrimenti perdiamo il contributo regionale»

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GROSSETO. Da un paio di mesi la sede della Cooperativa Ortofrutta si è trasferita nell'area agroindustriale del Madonnino. È la prima azienda ad aver fatto questa scelta investendo oltre cinque milioni di euro. Qui presto potrebbe essere avviata anche la realizzazione del nuovo mattatoio comprensoriale, per il quale la società Ma.Mar, il prossimo 24 maggio, porterà all'ordine del giorno dell'assemblea dei soci un aumento di capitale di 800 mila euro. Insomma, qualcosa si muove.

«Il Madonnino – ribadisce il sindaco di Roccastrada Giancarlo Innocenti – è il nostro portafoglio, è la risorsa più significativa per Roccastrada. Dallo sviluppo dell'area industriale, in cui continuiamo a credere, passa la ripresa e la crescita di tutto il territorio». Il Comune di Roccastrada – lo ricordiamo – ha urbanizzato un'ampia area investendo oltre 6 milioni di euro. Oggi la disponibilità di terreni è superiore alle domande pervenute ma quei lotti, il cui prezzo è di 35 euro al metro quadrato, diventeranno sicuramente più appetibili con il completarsi di tutto l'assetto strategico dell'area, magari con la realizzazione del polo logistico.

Ne è convinto anche Stefano Dragoni, presidente della cooperativa ortofrutta. «Anche noi – spiega – non siamo certo risparmiati dalla crisi. Eppure abbiamo fiducia nel futuro e siamo convinti che l'Ortofrutta avrà sempre un ruolo trainante per l'agricoltura maremmana. Siamo venuti al Madonnino perché crediamo nello sviluppo dell'area e perché con la nuova struttura abbiamo fatto un salto di qualità anche nell'organizzazione del lavoro. E poi sono convinto che il nostro esempio possa essere seguito da altri».

Eppure non sono mancate le difficoltà. Dragoni conferma. «Sì, abbiamo avuto problemi con Enel, perché nel nostro progetto era prevista l'installazione di un impianto fotovoltaico sulla copertura della struttura da 300 Kilowatt, che ci avrebbe permesso una totale autonomia energetica e al tempo stesso di fare alcune economie con il Conto Energia. Purtroppo la cabina e la rete Enel a cui dovevamo connetterci per fornire l'energia prodotta, non assorbiva, per dimensionamento, il nostro impianto e così abbiamo dovuto ridurlo a 199 kw».

Riguardo al nuovo mattatoio Giulio Borgia, presidente della Ma.Mar, non si sbilancia. «Posso dire solo che i prossimi 15-20 giorni saranno decisivi. Stavolta o si fa o non si fa. Il 24 maggio l'assemblea discuterà un ulteriore aumento di capitale (800 mila euro ndr) finalizzato a questo scopo. Vedremo quanti lo sottoscriveranno. I tempi sono ristretti. In ballo c'è un importante contributo concesso dalla Regione Toscana che rischiamo di perdere. Tempi per la realizzazione? 15-16 mesi».

Il dibattito sulla costruzione del nuovo mattatoio risale ai tempi dell'amministrazione Antichi. Liquidata la Mattatoi di Maremma (soggetto pubblico), dismessa l'area di via Giordania, la società Ma.Mar, presieduta dall'imprenditore Giulio Borgia, è diventata il nuovo contenitore giuridico non solo per la futura gestione, ma anche per la costruzione del mattatoio comprensoriale. La società da tempo ha firmato un preliminare di compravendita per un lotto al Madonnino, ma il raggiungimento dell'obiettivo è stato spostato nel tempo. Ora il tempo è scaduto. Negli ultimi mesi si sono intensificati tutta una serie di contatti tra la Ma.Mar. e soggetti privati che potrebbero essere coinvolti nell'operazione. Di certo se il mattatoio verrà realizzato sarà per merito di privati e addirittura in un territorio diverso da Grosseto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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