Cassa integrazione per i 28 dipendenti del porto di Scarlino
Scongiurato per ora il pericolo licenziamenti alla Marina Più difficile da risolvere la situazione per quelli del Cantiere
SCARLINO. La ristrutturazione passa attraverso la cassa integrazione ordinaria. I ventotto dipendenti di Marina Management dunque possono tirare un mezzo sospiro di sollievo: durante l'incontro di ieri infatti tra i vertici societari, sindacati e i lavoratori sembra infatti scongiurato il pericolo licenziamenti. Ancora non sono stati messi nero su bianco i dettagli sull'accordo, per cui è previsto un nuovo incontro la prossima settimana, ma quel che ormai appare certo è che la firma arriverà.
Alla fine, sia la società che le sigle sindacali si sono alzati dal tavolo delle trattative, intorno alle 20 di ieri, abbastanza soddisfatti. Infatti, il bicchiere può essere considerato mezzo pieno, dato che tutta questa vicenda occupazionale nel porto turistico del Puntone era partita con una parola che faceva paura: licenziamenti. Sono seguite settimane di trattative, accompagnate anche da minacce di sciopero, proprio all'apertura della stagione turistica.
Ma le parti, Marina Management da una parte e sindacati dall'altra, sono riusciti a trovare mano a mano dei punti d'incontro. E infatti, il tavolo di ieri è stato decisivo.
Seduti al tavolo delle trattative c'erano i rappresentanti della Cgil, dell'Ugl, le rsa aziendali e Leonardo Pagni, presidente di Promomar e Marina. Quest'ultimo è stato chiaro e lineare con quanto detto alla stampa a metà settimana: «Un passaggio doloroso ma inevitabile».
Concetto espresso anche ieri, invitando però i presenti a «Guardare con ottimismo al futuro, visto che ci sono le condizioni per ripartire». Pagni ha spiegato che la ristrutturazione era necessaria per consentire il rilancio dell'azienda il prima possibile, in modo da tornare a pieno organico. I numeri del rilancio poi sono quelli ottenuti dal gruppo Nautor Holding, di proprietà di Leonardo Ferragamo e a cui fanno riferimento sia Marina Management sia Promomar. Il saldo con il Consorzio Etruria ha permesso di sbloccare la situazione con le banche, con cui è stato coordinato una nuova ristrutturazione finanziaria, che prevede un allungamento del debito (di circa 55 milioni di euro) fino al 2016, accompagnato da nuove risorse finanziarie di 18 milioni di euro per il completamento del progetto, finanziati per due terzi da Nautor Holding e la rimanente parte dalle banche. Cifre abbastanza rassicuranti, che hanno permesso anche un tono costruttivo al tavolo di ieri, nel rispetto delle parti. L'idea è quella di riuscire a reintegrare i lavoratori in cassa integrazione ordinaria nel corso della stagione estiva e nei mesi successivi, mano a mano che il porto di Scarlino riuscirà a riprendere il largo. Il prossimo passaggio sarà definire gli assetti organizzativi dell'ammortizzatore sociale, per cui è previsto un altro incontro nel giro di pochi giorni.
La situazione invece cambia per quanto riguarda i dipendenti del Cantiere. Qui la situazione sembra più complicata. Anche per questo settore ieri c'è stato un incontro con la proprietà, seguito immediatamente a quello di Marina Management. I lavoratori qui hanno già assaggiato la cassa integrazione nei mesi invernali e non è escluso che a questo giro possa andargli anche peggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google