Proteste
«Parametri davvero sicuri? Solo dall’Oms»
SANTA FIORA. Il forum amiatino di Sos Geotermia e il Forum Ambientalista Grosseto che vi aderisce replicano al presidente dell’Acquedotto del Fiora, Claudio Ceroni, che nei giorni scorsi ha...
SANTA FIORA. Il forum amiatino di Sos Geotermia e il Forum Ambientalista Grosseto che vi aderisce replicano al presidente dell’Acquedotto del Fiora, Claudio Ceroni, che nei giorni scorsi ha rimproverato loro di creare falsi allarmismi sulla presenza di arsenico nell’acqua distribuita dall’Acquedotto alle 800mila utenze di Siena e Grosseto.
«In nessun caso - si difende Sos Geotermia - è stato affermato che l’Acquedotto del Fiora violi i parametri legali di potabilità dell’acqua. Da quando nel 2011 l’Unione Europea ha obbligato il Ministero della sanità italiana a sospendere le deroghe all’inquinamento da arsenico, richieste a più riprese dalla Regione nel decennio precedente, sono stati finalmente applicati alle fonti più inquinate dell’Amiata dei filtri che tengono questo pericoloso cancerogeno sotto il limite di 10 microgrammi per litro fissato dal decreto legislativo 31 del 2003».
L’Organizzazione mondiale della Sanità, prosegue il Forum, «che non ci risulta essere una pericolosa organizzazione terrorista/allarmista, prescrive ai governanti di cercare di mantenere la presenza di arsenico nell’acqua potabile in valori il più possibile prossimi allo zero, con particolare riguardo per bambini e donne incinte, dato che l'arsenico si accumula nell’organismo e, quanto più si prolunga l’esposizione, tanto maggiori sono i rischi di insorgenze di tumori e cardiopatie. Da una risposta rilasciata nel marzo 2012 dal Settore energia e Settore tutela risorse idriche della Regione Toscana, risulterebbe invece che tutti gli sforzi dei tecnici dell’Acquedotto, tramite filtraggi e miscelazioni tra le diverse fonti, siano volti a mantenere il contenuto di arsenico appena al di sotto dei 10 microgrammi per litro».
Il Forum ritiene «che un’amministrazione pubblica responsabile e un gestore tra i più cari d’Italia non dovrebbero lesinare sforzi nel mettere in sicurezza la salute della cittadinanza, spingendo la depurazione verso i parametri consigliati dall’Oms invece di limitarsi al mero rientro nei ben più indulgenti limiti emergenziali. In una società matura ed evoluta sarebbe più logico attendersi che ci si organizzi a prevenire e rimuovere le cause degli inquinamenti ambientali».
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