Il Tirreno

Grosseto

«Io tutelo il territorio Con lui scelte dall’alto»

di Sabino Zuppa
«Io tutelo il territorio Con lui scelte dall’alto»

Monica Paffetti difende la sua battaglia sull’impianto di trattamento delle alghe «Da Rolando Di Vincenzo nessuna decisione partecipata a favore dei cittadini»

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ORBETELLO. Una volontà di tutelare il territorio in senso “ampio” e il timore che un accordo per l’impianto provvisorio del Patanellino potesse costituire un primo passo verso la creazione di un impianto di smaltimento di dimensioni ciclopiche a Orbetello sono alla base delle scelte dell’amministrazione Paffetti, che nel marzo scorso si rivolse al Tar.

«Di fatto noi consideriamo il Patanellino come parte integrante del progetto più grande del Patanellone, e visto che nell’ottobre 2010 il ministero dell’ambiente aveva richiesto al commissario Di Vincenzo una Via sull’impianto più grande, che però non è stata mai avviata, abbiamo ritenuto che anche un passaggio intermedio quale la creazione di un impianto provvisorio di trattamento del rifiuto algale avrebbe dovuto sottostare alle stesse regole del progetto finale». Una decisione cui la nuova amministrazione sembra essere arrivata dopo un percorso che già aveva evidenziato sin dal maggio scorso, con la volontà di capire bene cosa si andava a fare: «Appena insediati ci siamo resi conto che non esistevano atti in Comune che facessero intendere una decisione partecipata, per quanto riguarda la creazione di un impianto a biomasse in laguna: tutto è sembrato la sola, isolata e non democraticamente partecipata volontà del commissario che, spiega Monica Paffetti, «non ha mai voluto accettare nessun tipo di confronto anche da parte nostra che già dall’estate scorsa avevamo temuto la necessità di una Via sull’impianto piccolo, nonché la perplessità sulla sua localizzazione». In riferimento all’incontro dell’8 novembre scorso al ministero cui parteciparono tutti gli organi interessati il sindaco chiarisce: «In quell’occasione sancimmo la necessità di continuare il commissariamento. Questo per Di Vincenzo significava forse un accordo implicito per i lavori di adeguamento, ma non per noi: lui nel mese di dicembre aveva infatti dato via all’appalto nonostante le nostre continue perplessità, e non a caso nel mese di febbraio in un incontro con l’attuale responsabile della protezione civile Gabrielli avevamo ribadito le necessità della Via per Patanellino». Il resto è storia nota, con il ricorso al Tar ed il blocco dei lavori che obbligano la nuova giunta a trovare delle soluzioni prima delle fine di giugno quando terminerà l’attuale fase di commissariamento. Ma tali scelte erano nel programma della coalizione Uniti per cambiamento? «Penso di essere una persona coerente e dico di sì: noi eravamo e siamo sempre per una tutela del territorio, per una valorizzazione delle nostre risorse e del turismo. Un eventuale ecomostro ci danneggerebbe. Del resto, continua la Paffetti, «solamente dopo l’insediamento abbiamo capito a cosa si andava incontro con Patanellone. Ed il fatto che nelle linee della coalizione c’era scritto che la discarica di Patanella doveva essere sistemata e che si sarebbe dovuto creare un impianto di trattamento delle alghe non significava accettare qualsiasi cosa ci sarebbe stata proposta».

Dunque a questo punto c’è da attendere questo ventilato accordo di programma con il quale il Comune cercherà di sistemare la situazione: la formazione di un gruppo di lavoro per riuscire a diminuire il ritmo di crescita delle alghe e lo smaltimento in un sito della provincia sembrerebbero essere due punti cardine della nuova linea.

Ma tra ricorsi e nuove soluzioni sicuramente ci sarà da tornare sull’argomento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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