Finanza
Dagli sms a Facebook un anno di tensione
FOLLONICA. Per Eleonora Baldi la prima avvisaglia di terrore arrivò via sms. «Tanti auguri per il 2011 perché ne avrà bisogno», con tanto di firma dell’autore. Prima pseudo minaccia: un messaggio...
FOLLONICA. Per Eleonora Baldi la prima avvisaglia di terrore arrivò via sms. «Tanti auguri per il 2011 perché ne avrà bisogno», con tanto di firma dell’autore.
Prima pseudo minaccia: un messaggio apparso sul cellulare del sindaco di Follonica la notte dell’ultimo dell’anno del 2010. Dopo solo quattro mesi un’altra frase inquietante venne lasciata nella pagina web del Comune di Follonica, nella sezione dedicata alla segnalazione dei guasti.
«Comunicazione al sindaco urgente: non considerare il sacrificio di tante famiglie anche se non sono di Follonica, è molto pericoloso; in riferimento al caso Veliero. Grazie». La persona che scrisse quelle parole poco dopo telefonò al primo cittadino per scusarsi.
L’estate del 2011 (ad agosto per la precisione) una lettera, la prima vera e propria missiva intimidatoria ricevuta dalla Baldi. «Farai la stessa fine del sindaco di Pollica, un proiettile è per te e uno per il segretario, cerca di studiarti la legge»: un paragone pesante con la tragica morte di Angelo Vassallo, ucciso a colpi d’arma da fuoco nel settembre del 2010.
Eleonora Baldi quel giorno proprio come ieri convocò immediatamente una conferenza stampa: «La città deve sapere», il clima soffocante di quelle settimane unito alla minaccia appena ricevuta, spinsero il sindaco a chiedere a tutti di abbassare i toni.
E allora come adesso sul tavolo della discussione c’erano situazioni legate ai villaggi turistici di Pratoranieri e a quella parola che torna continuamente nel vocabolario follonichese: legalità.
Quelle parole non furono le uniche: prima della lettera dell’agosto del 2011 e dopo, la Baldi ne ha ricevute altre due. Ma in entrambi i casi il sindaco ha deciso di non informarne la città.
Infine, a ulteriore conferma del pesante clima di tensione che si vive intorno al palazzo, è di questi giorni la decisione da parte del primo cittadino follonichese di lasciare il social network Facebook: troppe offese.
«Almeno tu trovassi lo scoglio di Schettino»; e poi «Non ho mai augurato del male a nessuno ma sarei contenta se ti succedesse qualcosa», due dei messaggi arrivati sul web.
Il sindaco e i suoi non si lasciano scoraggiare, dicono di non aver sbagliato nulla che possa giustificare un clima così pesante. «Se abbiamo commesso qualche errore non me ne sono accorta», chiosa la Baldi.
Una comunicazione con l’esterno sbagliata? Fraintendibile? «No abbiamo comunicato bene». Semmai, imputano l’ ultima minaccia ad una situazione nazionale di profonda incertezza, citando uno dei periodi più bui dell’Italia, gli anni Settanta, quando gli accadimenti sanguinosi erano all’ordine del giorno. Ma il paragone è tutt’altro che rassicurante. (p.v.)
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