Il Tirreno

Grosseto

«Il porto di Scarlino ha futuro»

di Alfredo Faetti
«Il porto di Scarlino ha futuro»

La proprietà rompe il silenzio e assicura investimenti e impegno. Ma l’incubo licenziamenti resta

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SCARLINO. Il porto del Puntone è una barca attraccata al molo, finalmente pronta per essere rimessa a nuovo e lanciata in mare. Sperando di trovare sul cammino il vento giusto per gonfiare le vele.

Ci sono grosse novità in vista alla Marina di Scarlino, tutte in direzione di un rilancio e una valorizzazione del progetto. Nuovi finanziamenti, cantieri pronti già dalla prossima settimana, apertura di nuovi negozi nella galleria commerciale, tavoli di confronto con gli utenti e una gestione più diretta del gruppo Ferragamo.

Ma non è tutto oro quello che luccica: «Adesso di sono i mezzi per affrontare il futuro», dice il presidente di Promomar Leonardo Pagni, aggiungendo però che «la ristrutturazione del personale sarà un passaggio doloroso ma inevitabile. Le società del porto hanno avuto perdite operative negli ultimi anni e non possiamo continuare così».

I posti di lavoro quindi sono tutt'altro che al sicuro e nel prossimo fine settimana si terrà l’incontro (forse decisivo) con i sindacati per poter firmare un accordo. C’è insomma anche questo nel rilancio del porto, dove l’imperativo è «recuperare l’equilibrio economico dell’azienda».

La vera svolta è arrivata con la chiusura del rapporto con il Consorzio Etruria, l’intralcio che ha messo la Marina di Scarlino in una posizione di stand by per quasi un anno.

«L’accordo lo avevamo trovato già nel giugno 2011, ma poco dopo è stato presentato il concordato del Consorzio che ha bloccato la firma», dice il presidente Promomar. «Se fossimo riusciti a chiudere lì la vicenda, il settembre successivo, per ipotesi, saremmo già potuti partire con i lavori».

Ma così non è andata e la situazione che si è creata è quella nota a tutti. Oggi, però, è diversa. Tre le novità che preannunciano il nuovo corso del porto. La prima è arrivata alla fine del marzo scorso, quando, come detto, Promomar ha liquidato il Consorzio Etruria, per una cifra che oscilla tra gli 8 e i 9 milioni di euro. Quasi in automatico (seconda novità), è arrivata il 9 maggio scorso la firma per una nuova ristrutturazione finanziaria con le banche, dando modo alla società di trovare le risorse per il rilancio del porto.

«Queste sono novità importanti – spiega Pagni – perché dimostrano la volontà del gruppo di voler portare avanti il progetto».

Novità concrete, fatte di soldi. Ma se queste erano indiscrezioni che già “si sentivano” nell’aria (ora ufficializzate), la terza è uno scenario davvero nuovo: la gestione unitaria del progetto. Ossia, le società (sei o sette) presenti nel porto, compresa Marina Management, verranno messe sotto la gestione diretta di Promomar. «In modo che ci siano delle risposte univoche agli indirizzi del gruppo nel portare avanti il progetto» dice il presidente.

In poche parole, una presenza, anche gestionale, più marcata del gruppo Ferragamo. Leonardo tra l’altro è atteso alla struttura in tempi rapidi, proprio per dare un segnale. «Il messaggio è che nel porto ci crediamo e che adesso abbiamo le risorse per poterlo rilanciare».

Tutto ciò significa investimenti, sia di capitale che di gestione. Ecco quindi che dalla prossima settimana prenderanno il via i lavori a breve termine, riguardanti sia la struttura sia le scadenze previste nella convenzione firmata con il Comune. Poi la galleria, con nuove aperture, e tavoli di confronto con i proprietari dei posti barca. E dopo la stagione estiva sarà il momento dei lavori a medio-lungo termine.

Rilancio, appunto. Una strada richiesta a gran voce da tutti gli attori del porto, ma che dovrà passare come detto dal personale. Non ci sono numeri precisi, perché sono ancora al vaglio tutte le possibilità avanzate dai sindacati. «L’intento è quello di attivare la cassa integrazione con l’impegno di recuperare più persone possibili nel corso della stagione estiva e nei mesi successivi», spiega Pagni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA  

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