Il Tirreno

Grosseto

«Pressioni illecite sugli uffici comunali»

di Pierluigi Sposato
«Pressioni illecite sugli uffici comunali»

Blitz della Procura, ecco le ipotesi di reato contestate all’ex segretario Fimmanò e ai vertici della Marina di Punta Ala

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GROSSETO. Domenico Fimmanò avrebbe effettuato pressioni indebite sugli uffici comunali di Castiglione della Pescaia, di cui era segretario generale. In tre direzioni: per far rinnovare il contratto di affidamento del servizio autovelox alla Centro Servizi di Larciano; per impedire o comunque ritardare i controlli sugli stabilimenti balneari; per favorire il rilascio dei titoli per i pontili galleggianti della Marina di Punta Ala.

Tentata concussione, nei primi due casi (con abuso della sua qualità), e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, per il terzo, le ipotesi formulate dal pm Stefano Pizza che ha ordinato alla polizia stradale e alla polizia postale di eseguire perquisizioni tra Punta Ala, Roma e Volterra, come in effetti è avvenuto lunedì. Ieri ufficiali di polizia giudiziaria si sono presentati in municipio a Castiglione della Pescaia per acquisire altra documentazione.

Soltanto per l’ipotesi di corruzione Fimmanò è indagato insieme all’amministratore delegato (e non al presidente) della Marina di Punta Ala spa, Francesco Paolo Muzzi, di Roma, e al direttore generale Marco Corti, di Follonica. Questi ultimi avrebbero assunto la figlia di Fimmanò tra il 2008 e il 2011 con contratti a termine: e il segretario del Comune, sempre secondo la Procura, si sarebbe in cambio dato da fare perché andassero a buon fine le pratiche, tra cui anche quella dell’ampliamento del porto. Le assunzioni a termine sarebbero state le “utilità” individuate dalla magistratura.

Le ipotesi del tentativo di concussione per il servizio autovelox fanno invece riferimento al 2010. Fimmanò avrebbe sostenuto la legittimità del rinnovo del contratto con la esercitando una forma di pressione sulla polizia municipale e sull’assessorato. L’allora segretario avrebbe anche fatto pressioni per l’avvicendamento al comando della polizia municipale, proprio per favorire l’approvazione del rinnovo. Ma i vertici della polizia si sarebbero rifiutati e dunque il contratto con la Centro Servizi di Simone Zari e Valentina Giunti, anch’essi indagati, non era stato rinnovato. Secondo il pm Pizza, il rinnovo sarebbe stato illegittimo a causa della violazione del codice degli appalti. Una contestazione della Procura riguarda anche un’omissione che Fimmanò avrebbe compiuto in qualità di responsabile dell’ufficio ragioneria, quando tra il 2009 e il 2010 non avrebbe dato seguito (non accendendo il mutuo) a una delibera di giunta che autorizzava l’acquisto di apparecchi fissi autovelox.

Il secondo episodio relativo al tentativo di concussione riguarda i controlli che la polizia municipale aveva in programma nell’estate 2010. L’ex segretario avrebbe voluto impedirli o comunque posticiparli al termine della stagione. Anche in questo caso, sempre secondo la Procura, Fimmanò avrebbe avuto un interesse: perché il figlio lavorava in uno di questi stabilimenti (che non è coinvolto in questa inchiesta). E i controlli che comunque la polizia municipale effettuò (vi sarebbe stato un esposto anonimo alla base) avrebbero evidenziato irregolarità anche in quello dove il figlio lavorava. Fimmanò sarebbe intervenuto personalmente e telefonicamente per intimare di soprassedere, avvertendo che sarebbe poi arrivato (ma in effetti non sarebbe mai arrivato) un fax del sindaco a tale proposito.

Secondo il dottor Pizza, Domenico Fimmanò avrebbe tenuto un comportamento lontano dai doveri del pubblico ufficiale e si sarebbe intromesso indebitamente in compiti di altri funzionari comunali; avrebbe tenuto un atteggiamento ingannevole e illegittimo, perché avrebbe mentito su alcune circostanze; sarebbe stato anche allusivo, se non direttamente minaccioso.

Il sindaco attuale, Giancarlo Farnetani, in carica da un anno, non rilascia alcuna dichiarazione a proposito di questa vicenda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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