Sicurezza
Mercatino di primavera con l’associazione “Ali Blu”
GROSSETO. Via della Pace, questo fine settimana, sarà caratterizzata dalla prima edizione del “Mercatino di Primavera”, organizzato dall’Ascom con l'associazione di promozione sociale Ali Blu. Circa...
GROSSETO. Via della Pace, questo fine settimana, sarà caratterizzata dalla prima edizione del “Mercatino di Primavera”, organizzato dall’Ascom con l'associazione di promozione sociale Ali Blu. Circa trenta gazebo con i prodotti di una decina di settori merceologici saranno esposti lungo la prima parte del viale cittadino, dalla fine di piazza Volturno fino ai giardini del Sacro Cuore. E si attende il pubblico delle grande occasioni, viste le confortanti previsioni e la finalità sociale, che è quella di raccogliere fondi da destinare all'ospedale Misericordia per lotta contro la fibrosi cistica. «Abbiamo studiato quest'iniziativa – ha detto Paolo Regina, direttore di Ascom – per attirare l'attenzione di cittadini e turisti verso un altro quartiere della città, di grande rilevanza commerciale, diverso dal centro storico, in cui esistono negozi che hanno bisogno di visibilità». L'associazione, quindi, punta ancora una volta a combattere la crisi generale dei consumi promuovendo aree altrimenti trascurate. L'area quotidianamente riservata ai parcheggi sarà completamente destinata ad accogliere stands e bancarelle e tutti i mezzi di trasporto dovranno essere parcheggiati nelle vie limitrofe. «Per questo ringrazio il Comune di Grosseto per il supporto fornitoci». La kermesse si svolgerà da venerdì 18 a domenica 20, sempre con orario 10-20 - numerosi ambulanti giungeranno dal Lazio, regione dove ha sede l'associazione Ali Blu - e per tutti i visitatori sarà possibile acquistare le tipicità di antiquariato, artigianato, collezionismo, modernariato, oggettistica, rigatteria, curiosità ed enogastronomia locale. «Essendo la prima edizione – ha aggiunto Lodovico Labadessa, di Ali Blu - qualcosa dovrà essere rivista e corretta per le prossime edizioni ma siamo fiduciosi».
Stefano Fabbroni
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