Il Tirreno

Grosseto

Imu allo 0,44 sulle abitazioni principali

di Lorenzo Santorelli
Imu allo 0,44 sulle abitazioni principali

Il Comune ha aumentato l’aliquota base di quasi mezzo punto. Dimezzata allo 0,1% quella per i fabbricati rurali

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Non sono ancora state vidimate con il timbro dell'ufficialità, ma il Comune di Grosseto ha stabilito due delle nuove aliquote Imu. Della terza, quella più controversa poiché metà dell'aliquota base è destinata allo Stato, se ne conoscono le linee guida che la indirizzeranno. Le modifiche in ogni caso riguarderanno la seconda (o terza) rata di dicembre, mentre per quella che i cittadini dovranno versare il 16 giugno varranno le aliquote base stabilite dal Governo Monti che ha introdotto l'imposta in via sperimentale fino alla definitiva messa a regime nel 2015

Casa principale e pertinenze. Rispetto all'aliquota base dello 0,4%, nel capoluogo maremmano si pagherà un 4 per mille in più facendo salire l'imposta allo 0,44%. Per abitazione principale si intende quella dove il proprietario vive abitualmente ed ha la propria residenza anagrafica, comprese le abitazioni assegnate al coniuge in caso di separazione o divorzio e quelle degli anziani o dei disabili ricoverati in case di riposo o di cura. Sotto questa voce rientrano al massimo una pertinenza per ciascuna delle categorie catastali c2, c6 e c7 (ad esempio magazzino, cantina e box). Per l'abitazione principale è prevista una detrazione di 200 euro maggiorata quest'anno ed il prossimo di 50 euro per ogni figlio di età non superiore ai 26 anni di età che vi risiede per un massimo di altri 400 euro (con il limite dei 600 euro complessivi). Gli introiti provenienti da questa classe di edifici andranno tutti nelle casse municipali e solo per questo caso è prevista una terza rata, tra quelle con scadenze il 16 giugno ed il 16 dicembre, da pagare entro il 16 settembre.

Fabbricati rurali ad uso strumentale. In questo caso per i grossetani, soprattutto se agricoltori o contadini, arrivano buone notizie. L'aliquota statale dello 0,2% su stalle, cascine, serre e quant'altro verrà ribassata allo 0,1%. Per quest'anno l'anno la prima rata del 16 giugno sarà il 30% dell'aliquota base che verrà conguagliata con il versamento della seconda entro il 16 dicembre. Infine va tenuto presente che fino al 30 giugno è possibile presentare all'Agenzia del Territorio la domanda per l'attribuzione del requisito di ruralità agli immobili che fanno parte dell'azienda agricola.

Altri fabbricati. Per la platea più variegata e polimorfa è stata decretata un'aliquota base dello 0,76%. Metà di questa, quindi lo 0,38%, dovrà essere destinata allo Stato indipendentemente dai ritocchi appannaggio del Comune di uno 0,3% in un senso o nell'altro. In pratica essendo fissa la quota statale, nelle casse municipali potrà entrare una quota che spazierà dallo 0,68% allo 0,08% su ogni immobile che non sia prima casa o fabbricato rurale strumentale. Le eccezioni riguardano i fabbricati di interesse storico ed artistico e quelli inagibili che beneficeranno di un dimezzamento della base imponibile. Se per i terreni è già prevista una differenziazione dei moltiplicatori per calcolare l'Imu, gli altri tipi di fabbricati rischiano di essere accomunati da un punto di vista tributario nonostante presentino notevoli disparità. L'obiettivo del Comune è quella di discernere il più possibile le situazioni, soprattutto per quanto riguarda le seconde case e terze case. A tal fine l'intenzione è quella di far pagare di più i proprietari di abitazioni che rimangono vuote, differenziando così le case locate da quelle non affittate.

Durante la riunione di ieri della prima commissione consiliare, è stata discussa la mozione presentata da tutti il centrodestra che chiedeva di ridurre le aliquote di base della più ampia forbice possibile: 0,2% sulle abitazioni principali, 0,1% sui fabbricati rurali ad uso strumentale e 0,46% per tutti gli altri. I consiglieri di maggioranza, Sel e Movimento 5 Stelle si sono opposti non per una questione di merito, del resto chi non vorrebbe sbandierare davanti ai cittadini un'imposta ridotta rispetto al resto d'Italia, ma perché data la complessità e vacuità della norma sarebbe irrealistico prevedere, ad oggi, una soglia così bassa. Inoltre facevano notare alcuni esponenti del centrosinistra, «il Governo ritiene che applicando le aliquote base, nelle casse del nostro Comune entreranno 19 milioni di euro». Una previsione che definiscono «sbagliata ed irrealistica» in base alla quale però verrà stabilita una riduzione di pari importo del fondo sperimentale di riequilibrio. «Su incassi ipotetici si fanno tagli certi» è il refrain che circola nelle stanze municipali.

Il calcolo. Per calcolare l'Imu occorre tener presente dell'altra grande novità introdotta dal governo Monti: la rivalutazione delle rendite catastali. Sugli immobili è del + 5% e la rendita rivalutata va poi moltiplicata per una parametro attribuito ad ogni categoria catastale (ad esempio per le abitazioni principali è 160) per ottenere il valore patrimoniale imponibile. Moltiplicando questa cifra l'aliquota stabilita e dividendo tutto per cento si arriva a conoscere l'Imu. Per i terreni il procedimento è lo stesso, solo che la rivalutazione prevede un aumento del 25% ed il moltiplicatore da 135 scende a 110 nel caso di imprenditori agricoli o coltivatori diretti. Il pagamento dovrà essere effettuato con il modello f24 reperibile negli uffici postali.

Sul sito internet del Comune e negli uffici del Servizio Tributi, in via Colombo 5, e all'Urp in corso Carducci 1è disponibile il vademecum stilato dall'amministrazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa