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Grosseto

condannati

Denunciarono l’investimento ma era un incidente sul lavoro

GROSSETO. Avevano dichiarato che c'era stato un investimento e che l'auto era fuggita. Invece, quelle parole avrebbero nascosto un incidente sul lavoro di cui era rimasto vittima uno dei due, in un...

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GROSSETO. Avevano dichiarato che c'era stato un investimento e che l'auto era fuggita. Invece, quelle parole avrebbero nascosto un incidente sul lavoro di cui era rimasto vittima uno dei due, in un cantiere a Marina di Grosseto. Simulazione di reato è l'accusa per la quale Luigi Capasso, 72 anni, abitante a Somma Vesuviana, e Francesco Livorno, 40 anni, di Pomigliano d'Arco, sono stati condannati a 1 anno e 15 giorni (pena sospesa e non menzione per entrambi) dal giudice Sergio Compagnucci. I fatti erano del maggio e del luglio 2007, la vittima dell'infortunio sul lavoro era stato Capasso. Livorno era finito davanti al giudice dopo le dichiarazioni rese davanti al servizio prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro della Asl e ai carabinieri; idem per Capasso che in più aveva sporto denuncia davanti ai carabinieri del suo paese. Livorno aveva dichiarato di aver dato un passaggio in auto verso l'ospedale a un certo Luigi che gli aveva raccontato di essere stato investito da un'auto pirata in via dei Mille a Grosseto. Al termine del dibattimento (la Asl aveva fatto pervenire una relazione ma il giudice ne ha consentito l'acquisizione limitatamente alle dichiarazioni di Capasso) il pm onorario Tozzi aveva sollecitato 1 anno e 1 mese di condanna per ciascuno. Difesa d'ufficio Fabbrucci. (p.s.)

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