Il Tirreno

Grosseto

polizia stradale

Accertamenti sugli autovelox Nel mirino le amministrazioni

GROSSETO. Il nome di Domenico Fimmanò è salito - suo malgrado - alla ribalta delle cronache nella primavera del 2011, quando venne additato dal centrodestra come responsabile dell’esclusione dalla...

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Il nome di Domenico Fimmanò è salito - suo malgrado - alla ribalta delle cronache nella primavera del 2011, quando venne additato dal centrodestra come responsabile dell’esclusione dalla lista di Sandra Mainetti dalle amministrative di Castiglione della Pescaia. Un’accusa alla quale, a urne chiuse, l’ex segretario aveva replicato rivendicando la correttezza del proprio comportamento, ricostruendo la vicenda nei dettagli e definendo calunniose le contestazioni mosse.

Fimmanò nel dicembre scorso è stato anche testimone del processo “Amici Miei” sui presunti illeciti a Campagnatico. In quell’udienza era stato chiamato a ricostruire i motivi delle sue dimissioni da segretario generale (2008): ai giudici aveva risposto che se ne era andato a causa della mole di lavoro che aveva a Castiglione della Pescaia (era a scavalco) e in seguito alla nomina a dirigente apicale dell’ex sindaco Elismo Pesucci cui era contrario, provvedimenti dell’amministrazione che sono oggetto di un distinto procedimento penale che deve ancofra celebrare la sua prima udienza dibattimentale e dal quale Fimmanò è comunque estraneo.

La vicenda autovelox era invece comparsa sulle pagine dei giornali ancora nel dicembre scorso, con un sopralluogo al Comune di Scarlino: la polizia stradale era stata incaricata dal sostituto procuratore Stefano Pizza di verificare la regolarità degli appalti e il corretto funzionamento delle apparecchiature destinate a rilevare la velocità dei veicoli e l’eventuale superamento dei limiti. Anche quell’inchiesta - come quella che ieri ha portato alle perquisizioni tra Punta Ala, Roma e Volterra - aveva dato origine a un altro filone: un presunto abuso edilizio che il responsabile della polizia municipale non avrebbe trasmesso alla Procura.

Pochi giorni dopo, sempre a dicembre, era stata la volta degli autovelox dell’Amministrazione provinciale. Quattro informazioni di garanzia in quella circostanza: falso, corruzione e turbativa d’asta le ipotesi contestate dal pm Pizza, sempre relativamente alle gare di appalto. In particolare, l’attenzione della Procura e della polizia stradale si era concentrata sulla postazione mobile utilizzata dalla polizia provinciale, prima gestita direttamente e poi data in appalto a una ditta di Viterbo. In precedenza, anche Campagnatico era stato sottoposto a controlli.

(p.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca