La manifestazione
Papaveri da oppio, sequestro record
La guardia di finanza scopre 4.400 piante coltivate in un terreno demaniale davanti all’area del Madonnino
BRACCAGNI. Che in Maremma i papaveri abbiano sempre trovato terreno fertile, i finanzieri lo sanno bene. Lo hanno scoperto un paio d’anni fa, quando vennero sequestrate quasi millecinquecento piante. Ma quello che hanno visto martedì pomeriggio in un terreno demaniale lungo l’Aurelia, ha quasi dell’incredibile.
Papaveri «alti alti alti», per dirla alla Nilla Pizzi, con i fiorellini rossi e viola. Troppo alti, però, per essere soltanto fiorellini che fanno ornamento lungo i fossi. Gli uomini agli ordini del colonnello Fernando Greco, comandante provinciale della finanza, hanno l’occhio allenato. E dopo essere stati qualche giorno vicini a quel terreno che arriva fino all’area del madonnino, per vedere se chi aveva coltivato quelle piante si materializzasse davanti ai loro occhi, hanno deciso di intervenire. Estirpandone 4.400. Una quantità di oppio impressionante, che avrebbe fruttato, dopo la raccolta, circa quattro chili e mezzo di principio attivo raccolto in 13.200 capsule.
Una volta portato il “raccolto” al comando, le fiamme gialle coordinate dal capitano Concetta Arena, hanno analizzato il contenuto di quelle capsule: le analisi hanno confermato i loro sospetti. Quelle erano piante di papaverum sonniferum. Per raccogliere il principio attivo, le capsule delle piante di papavero vengono incise prima della completa maturazione. I finanzieri hanno utilizzato la stessa tecnica: hanno inciso le capsule e hanno lasciato che la sostanza uscisse per analizzarla con il reagente. Il colore, sul foglietto di carta sul quale era stata messa, è cambiato di colpo. Quei papaveri sono papaveri da oppio, non ci sono dubbi. Tutte le piante quindi, saranno distrutte. L’area è stata bonificata dagli uomini delle fiamme gialle che stanno cercando di risalire ai coltivatori che hanno trasformato quell’appezzamento di terreno di proprietà del demanio, in una fetta di Afghanistan. In Maremma, complice il clima, i papaveri da oppio crescono meravigliosamente. E le piogge degli ultimi giorni hanno aiutato quelle piante a venire su rigogliose. Piante difficili da estirpare. Pur bonificando le aree, i semi di papavero che rimangono sul terreno, possono dare nuovi frutti. Capita spesso, infatti, che in terreni dove la finanza ha fatto pulizia, qualche tempo dopo, qualche papavero sia spuntato di nuovo. Papaveri, di quelli «alti alti alti», appunto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
