La manifestazione
In via de’ Barberi pronti a ripartire
Con l’omologa del concordato del Consorzio Etruria riapriranno presto i cantieri. Soddisfatti i sindacati
GROSSETO. Le cose, piano piano anche in Maremma, torneranno al loro posto. Con una liquidità di trenta milioni di euro, messi a disposizione da Unicoop che ora dovrebbe versare la seconda tranche promessa. Soldi che serviranno per riaprire i cantieri del Consorzio Etruria e far rientrare al lavoro, mese dopo mese, i cento dipendenti maremmani. Il decreto di omologa del concordato preventivo in continuità è stato depositato due giorni fa al tribunale di Firenze.
L’assemblea dei creditori, convocata il 18 aprile, aveva, con oltre il 76% dei consensi, espresso parere favorevole e il tribunale ha nominato due liquidatori, Daniele Pucci e Paolo Pobega.
Ora, grazie alla scissione prevista dal concordato nascerà una nuova cooperativa che garantirà la continuità di impresa del Consorzio Etruria, e può consentire di mantenere posti di lavoro e un posizionamento sul mercato, anche attraverso un nuovo piano strategico e industriale.
«Questo significa - dice Pierpaolo Micci, segretario della Fillea Cgil - che anche il cantiere di via De’ Barberi potrà ripartire». Ci sarà ancora da aspettare qualche settimana. Entro fine mese la nuova cooperativa sarà regolarmente costituita e poi, una volta sistemate le pratiche burocratiche, si potrà ripartire. «Le prospettive ci sono - dice Micci - perché oltre al cantiere di via De Barberi, si potrà pensare anche alla costruzione dell’Ipercoop». Intanto però, i lavoratori dovranno resistere un altro po’ in cassa integrazione che sarà rinnovata almeno fino alla fine dell’anno.
«Una situazione di questo tipo - aggiunge - potrebbe portare nuova linfa a tutto l’indotto del settore dell’edilizia». Micci è soddisfatto dell’omologa del concordato: sapeva che quella era la strada per riportare i soci del Consorzio nei cantieri.
Ora, con una nuova dirigenza (presidente della sezione soci della Maremma è Massimo Baldi) i cento dipendenti grossetani torneranno al lavoro. In Toscana insomma, rinasce un’azienda che era scomparsa e che occupa, in tutta la regione, oltre trecento dipendenti. Un’azienda che punta in alto e che, grazie all’aumento di capitale di Sat, potrebbe essere una di quelle scelte per la realizzazione dell’autostrada Tirrenica.
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