Il Tirreno

Grosseto

Gusto e solidarietà Al via il recupero del cibo per i poveri

di Fiora Bonelli
Gusto e solidarietà Al via il recupero del cibo per i poveri

Parte a settembre a Castel del Piano un progetto innovativo Riciclare gli avanzi di mensa per sfamare famiglie indigenti

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CASTEL DEL PIANO. Castel del Piano riciclerà gli alimenti non consumati nelle mense locali per ridistribuirli a chi ne ha necessità e intanto educherà i ragazzi al rispetto dell’ambiente e alla giusta valutazione dell’alimentazione.

Parte a settembre l’innovativo progetto “Insieme per... promuovere una comunità solidale” finanziato dal Cesvot quasi per intero, che sarà reso operativo grazie alle tredici associazioni di volontariato presenti nel paese amiatino, al partenariato del Comune, della Società della Salute, dell’Istituto comprensivo “Vannini” e dell’azienda “Vegni”. Presentato venerdì pomeriggio a Castel del Piano, il progetto è stato voluto dalla Consulta del volontariato sociale guidata da Franco Cosimi, che è anche governatore della Misericordia, all’interno del percorsi d’innovazione 2011 che il Cesvot ha finanziato, unico progetto in provincia, con 30mila euro, a fronte di un costo complessivo di 50mila.

«L’idea prevede il recupero quotidiano di ciò che avanza nelle mense del Vegni, delle scuole e dell’ospedale - spiega Cosimi - e la redistribuzione immediata alle famiglie. La Regione dà la possibilità di recuperare gli alimenti controllati (legge cosiddetta del buon samaritano), partendo da un’analisi dei bisogni. Lo scopo della Consulta è creare sinergie fra le associazioni e promuovere la loro partecipazione alla progettazione e alla realizzazione di iniziative socialmente utili. La Pia Associazione di Misericordia si è proposta come associazione capofila di questo progetto, in quanto possiede tutti i requisiti necessari per partecipare al bando del Cesvot. I 30mila euro saranno impiegati per la sede e le attrezzature occorrenti. Il servizio lo assicurano i volontari e per il primo anno due ragazzi che assumeremo per alcune ore».

La responsabile del progetto, Lucia Nannetti, spiega che «l’iniziativa nasce come risposta all’aumento (testimoniato da servizi sociali e istituzioni) di famiglie e di persone che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese. In particolare, una famiglia su cinque non riesce a far fronte a spese impreviste, al pagamento delle utenze e, soprattutto, questi soggetti non hanno avuto, nel corso dell’anno, i soldi per comprare generi alimentari. È emerso anche che lungo tutta la filiera alimentare sono presenti sprechi, dalla produzione alla trasformazione, dalla distribuzione fino al consumo: grandi quantità di cibo ancora commestibile viene gestita come rifiuto dai diversi attori del sistema alimentare, generando negatività a livello economico, ambientale e sociale».

«Il paese, insomma, ha bisogno di sostegno e il progetto glielo darà», sottolinea l’assessore Romelia Pitardi. Dall’analisi dei target registrati nella domanda dei servizi socioassistenziali, nel primo semestre 2011, emerge che oltre 60 famiglie erano a rischio povertà. L’intervento pubblico ha fatto fronte con trasferimenti monetari o inserimenti socio occupazionali di lieve entità a causa della riduzione del fondo sociale. Pertanto il rischio povertà è abbastanza alto a fronte di un’offerta di servizi a contrasto poco adeguata. Inoltre vogliamo, allo stesso tempo, poter realizzare con le scuole coinvolte, un programma di educazione alimentare e di rispetto dell’ambiente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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