Il Tirreno

Grosseto

Intercultura, studenti d’esportazione

di Sara Landi
Intercultura, studenti d’esportazione

Cinque ragazzi delle superiori pronti per un soggiorno all’estero. All’Itc la nuova sede cerca volontari

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GROSSETO. L’associazione Intercultura, che dal 1955 si occupa di progetti di mobilità studentesca in tutto il mondo, da giovedì ha una base operativa anche nella nostra città. A metterla a disposizione dei volontari dell’associazione, la dirigente scolastica dell’Istituto tecnico commerciale “Fossombroni” di via Sicilia, Francesca Dini, che ha donato un’aula della scuola ai volontari del centro locale di Siena.

Sarà lo spazio ideale per svolgere le attività dell’associazione e ospitare studenti e famiglie che vogliono conoscere più da vicino l’esperienza degli scambi culturali all’estero.

E ora che la sede è disponibile l’appello di Intercultura è rivolto a quei genitori che avendo un po’ di tempo libero vogliano dare una mano come volontari. Finché, infatti, non ci sarà un nucleo adeguato di volontari, la sede di via Sicilia continuerà a dipendere dal centro locale di Siena.

La donazione dell’aula è stata anche l’occasione per salutare, alla presenza del sindaco, Emilio Bonifazi, del presidente del centro locale di Siena, Claudio Moroni, e della professoressa Grazia Fassorra in rappresentanza del Miur (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) e della Fondazione Intercultura, i cinque ragazzi grossetani che si preparano a partire nei prossimi mesi per un periodo di studio all’estero.

Due sono dell’Itc: si tratta del diciassettenne Lorenzo Gallotta che passerà sei mesi in Cile e della sedicenne Nataliya Markovets che da fine agosto starà per un anno in Argentina. La Finlandia attende invece uno studente di 16 anni del “Rosmini”, Alessandro Silvestri che nel paese scandinavo studierà per un semestre. Valige ancora da preparare ma tanta voglia di partire anche per Alessia Bonari, 15 anni, che farà un periodo più breve rispetto ai colleghi globe trotter ma sempre in Finlandia. Andrà infine un anno in Maryland, salutando i suoi compagni di scuola del Liceo scientifico “Marconi” Lorenzo Sacchi, 17 anni.

I cinque, divisi tra un po’ di fibrillazione per la partenza e la curiosità per ciò che li aspetta una volta all’estero, hanno assistito non solo alla cerimonia della donazione dell’aula ma alla migliore testimonianza che potessero desiderare sulla bellezza e l’utilità dell’esperienza di un periodo di studio all’estero tramite Intercultura.

Una testimonianza che via Skype dall’altro capo dell’Atlantico è arrivata durante la cerimonia da Leandro Moretti. Grossetano, classe 1992 e studente di ingegneria biomedica all’Università di Indianapolis, Leandro è partito con Intercultura alla volta degli States nel 2009 e quando è tornato in Maremma, dopo un diploma ottenuto brillantemente, ha deciso di ritornare sui suoi passi e fare l’università in America.

Forte motivazione per gli studenti in partenza anche dalle parole della professoressa Fassorra. «Intercultura non propone soltanto un periodo di studio all’estero - spiega Fasorra - ma un progetto di educazione, quindi è un’esperienza preparata e strutturata che cambia la vita. La famiglia ospitante diventa una seconda famiglia, si impara a rapportarsi con mondi diversi e quando si torna si è sempre italiani ma si è anche altro».

I momenti di nostalgia, spiegano i volontari a genitori e studenti, non mancheranno ma d’altronde, osserva la coordinatrice regionale di Intercultura Silvia Camera, «senza difficoltà non c’è neanche crescita». Un’esperienza , duqneu, da provare perché, conferma la preside Dini, «non si perde un anno di scuola, ma se ne guadagnano molti di più».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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