Il Tirreno

Grosseto

Il primo e ultimo “sì” a Cala Violina è un “tak”

di Alfredo Faetti
Il primo e ultimo “sì” a Cala Violina è un “tak”

Due polacchi hanno attraversato l’Europa per sposarsi nella spiaggia scarlinese Dopo il no della Soprintendenza ai matrimoni, rimarrà l’unica cerimonia svolta

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CALA VIOLINA. C'erano un milione di scintille sul mare, baciato da un sole che sapeva tanto d’estate. Sotto ai piedi avevano la sabbia morbida e intorno a loro c’era la natura stupenda e selvaggia della macchia mediterranea. E nel bel mezzo di questa scena mozzafiato, si sono detti di sì per tutti i giorni della loro vita.

Per la verità, la giovane coppia polacca si era scambiata le fedi già il giorno prima nel Comune di Scarlino, replicando la cerimonia ieri mattina. In ogni caso, la loro è un’esclusiva: il primo e ultimo matrimonio a Cala Violina.

La loro fortuna è stata quella di organizzare l’evento mesi fa, prima che l’amministrazione targata Bizzarri iniziasse a chiedere i pareri per rendere la cosa ufficiale. Già, perché la Soprintendenza di Siena, pochi mesi dopo la richiesta dei polacchi, ha vietato le nozze sul gioiello costiero scarlinese. Il problema riguarda l’assenza di strutture: la legge infatti prevede che per poter celebrare un matrimonio ufficiale serve un fabbricato, un edificio o comunque un tetto sulla testa. A Cala Violina non c’è niente di tutto questo, né è possibile costruircelo (quanto meno sarebbe molto complicato in termini di autorizzazioni). L’unica soluzione quindi era sposarsi in maniera ufficiale in Comune e poi inscenare una finta cerimonia sulla spiaggia. Il sindaco Maurizio Bizzarri però ha detto di non voler proporre delle “repliche” e ha cambiato “l’altare marino”: la Terra Rossa, a Portiglioni. Lì sì ci sono le strutture necessarie per poter convolare a nozze ufficialmente, senza dover fare due cerimonie. Così, ora che è cambiata la destinazione, Cala Violina resterà il sogno realizzato di un’unica coppia, che ha attraversato l’Europa per poterci riuscire.

Hanno una trentina d’anni e arrivano dalla Polonia. Hanno conosciuto quell’angolo di costa maremmana grazie ad un’agenzia e una volta presentati è stato amore a prima vista. Era là che dovevano scambiarsi le loro promesse. Il compito di organizzare tutto è stato dell’agenzia, che ha preso contatti con il Comune. Passo dopo passo il sogno ha così preso vita.

Giovedì mattina hanno messo la firma sul contratto, che ha ufficializzato la loro unione. Ventiquattr’ore dopo, invece, si sono detti “tak”, “sì” in polacco, con il rumore del mare a far loro da sottofondo. C’erano soltanto loro due sulla spiaggia, insieme all’ufficiale comunale che ha presieduto la cerimonia. Un sì per la vita e poi a spasso per la Maremma. I nostri polacchi infatti hanno proseguito la giornata in puro stile nostrano, con una gita a Massa Marittima e poi con una degustazione di vini all’agriturismo Il Pupillo. E non finisce qui: resteranno fino a lunedì, quando hanno affittato un gommone per fare un giro nel mare che gli ha fatto da testimone. Difficile pensare che si scorderanno della Maremma. E altrettanto difficile che la Maremma si scordi di loro, visto che hanno avuto la fortuna di potersi sposare dove in molti della zona vorrebbero farlo, ma non possono.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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