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Conti privati di manager pubblici

Conti privati di manager pubblici

Spesso hanno altre attività e superano chi li ha nominati

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GROSSETO. Raramente vengono scalfiti dalle folate di antipolitica, ma molti degli amministratori delle società a capitale pubblico hanno conti in banca più prosperi di chi li ha nominati.

Dalle dichiarazioni dei redditi del 2010, rese pubbliche in ottemperanza alla trasparenza imposta dal regolamento comunale, emerge che il più ricco di tutti è Renzo Alessandri con 154mila euro. Eppure per il suo incarico di presidente della Seam, la società che gestisce l'aeroporto civile, percepisce solo 180 euro di gettone a seduta. Alessandri è comproprietario di due case, ha un’auto che immaginiamo macini chilometri per trasportarlo alle assemblee delle altre tre società delle quali è sindaco revisore: Consorzio Fidi Amiata, Comit società cooperative e Consorzio Grosseto Lavoro.

Nel cda della Seam siede anche l’assessore provinciale Fernando Pianigiani, vicepresidente, che ha una casa a Grosseto e un appezzamento di terra a Roccastrada, viaggia a bordo di un’Alfa 156 del ’98 e dichiara poco più di 62mila euro lordi. Sul secondo gradino del podio si trova il presidente di Investia, Giulio Balocchi, con 117mila euro. Essere al vertice della società in house che amministra il patrimonio municipale gli frutta 23mila 400 euro, ma grazie al suo ruolo di ragioniere capo del Comune ha potuto acquistare tre fabbricati e quattro fazzoletti di terra a Roccastrada.

Al terzo posto Riccardo Vannozzi, vicepresidente di Grosseto Parcheggi, proprietario di due case a Grosseto e Castiglione, presidente e socio della Syncro srl che ha dichiarato 105mila euro, più di tre volte del “suo” presidente Romano Lombardi: 33mila euro, un’auto e una Vespa. Gli emolumenti a seguire, pur con i doverosi distinguo, abbandonano le sei cifre per scendere a cinque.

Luca Merelli, che guadagna 22mila euro in qualità di presidente e amministratore delegato di San Lorenzo Servizi, ha dichiarato 60mila euro e il possesso di un’auto 3000 di cilindrata e una moto. Inoltre è socio al 33% di due società: Polis Studio di Progetti e Sisim srl.

Stessa cifra dichiara Ovidio Paladini, vicepresidente di Coseca, comproprietario di una casa e soprattutto vero olimpionico degli incarichi dato che figura in sei società (Soleco, Azienda regionale alberese, Coop Pomonte, Airone spa, rosellae Thermae spa, Cee Prosciutti), alcune non più in essere, e detiene il 33% della Michelini srl in liquidazione.

Marco Simiani da presidente della Rama, oggi Tiemme, riceveva 16mila euro e ne ha dichiarati in tutto 41mila, in parte provenienti dalla metà della società di illuminazioni Dagelli e Simiani ora in liquidazione. Non risultando proprietario di case né mezzi, ci conceda la battuta, probabilmente viaggia in autobus.

Non hanno presentato la dichiarazione dei redditi nei tempi prescritti Roberto Valente, presidente del Coseca, e Fabio Favali e Alfonso Brogi, ex presidente e vice delle Farmacie Riunite.

Lorenzo Santorelli

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