Proteste
Argentario Approdi? «Serve una scossa»
Il sindaco ribadisce la volontà di vendere le quote pubbliche e chiede al nuovo presidente Orsini maggior dinamismo
PORTO SANTO STEFANO. È passata quasi inosservata l’assemblea dei soci dell’Argentario Approdi spa di cui il Comune possiede il 78 per cento delle azioni.
Eppure vi sono stati discussi argomenti importanti come: presidenza, capannone Varoli, scadenza concessione demaniale della Pilarella, assetto societario.
Sullo svolgimento dei lavori abbiamo posto alcune domande al sindaco Arturo Cerulli.
Conclusa l’era Cutini?
«Intanto diciamo che c’è stata l’approvazione all’unanimità del bilancio. Altro dato sicuramente importante sono state le dimissioni già annunciate da tempo, prima da me respinte, reiterate, quindi questa volta accettate, del presidente Laura Cutini. Da qui la necessità di nominare un nuovo membro del consiglio di amministrazione e questo è avvenuto nella persona di Nazareno Orsini. Avevo già attuato prima dell’assemblea i passaggi formali tipo quello della comunicazione ai vari capigruppo consiliari. Al prossimo consiglio di amministrazione verrà nominato il presidente all’interno degli attuali cinque componenti il consiglio. Si può supporre che sia Orsini Nazzareno ? Certamente, l’indicazione da parte dell’amministrazione comunale è ormai ufficiale ed è indirizzata verso Orsini Nazzareno. Però è chiaro che la decisione finale spetta ai cinque membri del consiglio di amministrazione. Colgo l’occasione per ringraziare del lavoro svolto la dott.ssa Cutini, lavoro indirizzato verso un rafforzamento del funzionamento di Argentario Approdi anche dal punto di vista formale e questo continuerà con Nazzareno che magari potrebbe dare una spinta maggiore di carattere imprenditoriale. Quella di Orsini è una scelta che ci trova coinvolti nel discorso della diversificazione della società. Ormai entra in gioco anche la concessione demaniale della banchina della Pilarella. Quest’anno la concessione è stata rinnovata grazie al decreto di proroga, però dal prossimo anno Argentario Approdi dovrà andare sul mercato, non potrà vivere soltanto di questa concessione che gli è stata sempre rinnovata. Quindi dovrà essere più aggressiva e soprattutto dovrà iniziare a lavorare sulle sue strutture».
Parliamo del Capannone Varoli?
«Proprio di quello. Il nuovo regolamento urbanistico permette di sviluppare sull’area della struttura il progetto del parcheggio multipiano che si dovrà realizzare. Ora starà all’Argentario Approdi decidere quando muoversi. Comunque l’indicazione è quella di stringere i tempi e di far partire quest’opera entro pochi mesi. Bisogna anche tener conto che Argentario Approdi è per quasi l’80 per cento del Comune ma si configura come un privato e quindi si muove con le regole del privato. Vorrei però far notare che da parte del Comune c’è stata e continua ad esserci la volontà di dismettere questa società. Avevamo già deciso, a livello di consiglio comunale, che una quota del 20 per cento delle azioni doveva essere data via. L’asta è andata deserta, ma ciò non toglie che la società continua ad essere sul mercato e siamo sempre disponibili alla vendita delle azioni. Siamo su questa posizione perché siamo convinti che più la partecipata diventa privata e più diventa efficiente».
La prima cosa da fare?
«La prima cosa da fare è senza dubbio il progetto. È vero che esistono già delle bozze di progetto. Non è infatti una cosa che parte ex novo. L’argomento Capannone Varoli ha parecchi lustri sulle spalle, ma ora siamo nel concreto e quindi il prossimo passo sarà la presentazione di un vero e proprio progetto che dovrà fare tutto l’iter burocratico ma che andremo a definire quanto prima»
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