Il Tirreno

Grosseto

LA GUERRA DEL BIOGAS

Anche Italia Nostra ricorre al Tar

Anche Italia Nostra ricorre al Tar

E oggi a Capalbio si marcia contro l’impianto progettato da Sacra

2 MINUTI DI LETTURA





CAPALBIO. Il braccio di ferro sul progetto della Società Sacra che vuole costruire un impianto a biogas a Capalbio si fa sempre più incandescente.

Dopo i durissimi duelli verbali tra il giornalista Furio Colombo (contrario) e il presidente della Provincia Leonardo Marras, ora Italia Nostra passa alle vie legali.

Con la firma del suo presidente nazionale Alessandra Mottola Molfino e quella del vicepresidente Nicola Caracciolo, l’associazione ha deciso di costituirsi al Tar Toscana insieme ai confinanti del terreno, rappresentati dall’avvocato Michele Greco, su cui dovrebbe sorgere l’impianto.

«Chiediamo l'annullamento del piano aziendale presentato dalla società Sacra e quindi la definitiva bocciatura dell’impianto», scrive lo stesso Caracciolo annunciando la mossa di Italia Nostra. «Facciamo tutto questo a difesa del paesaggio e degli interessi economici di tutto Capalbio, per il quale il turismo è una risorsa essenziale. Non è pensabile, e la magistratura non può non accorgersene, che un impianto di quelle dimensioni e con quella portata eccezionale di traffico di camion che comporta, non stravolga il carattere stesso di un centro turistico tra i più affermati e redditizi della costa tirrenica».

Insomma, chiosa Caracciolo, Italia Nostra «in quest’occasione, come sempre, si batte per difendere un paesaggio unico e il livello di vita della popolazione. La crisi economica è tale da compromettere in tutta Italia il turismo. Non aggraviamo la situazione con scelte devastanti. Facciamo appello al buon senso di tutte le parti interessate. Non siamo contrati agli impianti a bio-gas in sé e per sé, ma al fatto che siano collocati nel mezzo di un centro abitato che, sottolineiamo, vive oggi essenzialmente di turismo».

L’udienza al Tar è fissata per il 22 maggio, ma intanto Italia Nostra tende la mano al dialogo: «Sarebbe più saggio, invece che affrontarci in tribunale, che ci riunissimo per studiare insieme una collocazione dello stesso impianto, priva di implicazioni negative per i cittadini».

Assai meno concilianti i toni del comitato “No Biogas”, che oggi si mette in marcia dietro lo slogan “Tutti uniti per il raggiungimento dei comuni obiettivi”.

Alle 15, in piazza Aldo Moro, parte la marcia contro l’ipotesi di un impianto che – sostengono dal comitato – «potrebbe compromettere il delicato ecosistema dell’oasi di Burano e delle aree limitrofe». Partecipa, con i cento residenti iscritti all’associazione, anche chi ha intrapreso la propria battaglia contro il progetto, i confinanti della centrale, che si sono attivati in una campagna informativa a colpi di twitt, post ed sms. Chiesto un permesso alla questura per mille partecipanti attesi, i cittadini – in vista del prossimo e più grande corteo indetto per sabato 19 maggio – invitano tutti gli enti ad occuparsi della loro causa e il sindaco Bellumori ad ascoltare le loro argomentazioni. (c.d.v.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa