Il Tirreno

Grosseto

Messa incinta e minacciata a 15 anni: condannato

di Francesca Gori
Messa incinta e minacciata a 15 anni: condannato

Mesi di offese per un’adolescente: aveva conosciuto il ragazzo (19 anni) a scuola Era stata costretta a seguirlo nel suo paese d’origine senza dirlo ai genitori

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GROSSETO. Era forse la sua prima storia d’amore vera, quella per un ragazzo di appena quattro anni più di lei. Si è trasformata in un incubo fatto di minacce e botte. Tutto è cominciato alla fine del 2007. Allora la ragazzina aveva appena quindici anni e a una scuola di lingue aveva conosciuto il giovane, che di anni ne aveva già diciannove. Un’amicizia nata sui banchi di scuola, che però, con il passare del tempo si è trasformata in quell’orrore quotidiano fatto di schiaffi, offese e costrizioni.

A denunciare il ragazzo e a costituirsi parte civile al processo, che si è concluso con una condanna a 4 mesi di carcere, al pagamento delle spese processuali, oltre a cinquemila euro come risarcimento danni e duemila euro per le spese di costituzione di parte civile, è stata la mamma della ragazzina, che ora ha vent’anni e un figlio avuto dal ragazzo. A quindici anni, però, la studentessa non è riuscita ad arginare la tracotanza di lui. I genitori della giovane hanno dovuto aspettare mesi prima di abbracciarla di nuovo. Lui, un ragazzo di origini romene, dopo qualche notte passata nella sua casa di Grosseto, all’insaputa dei genitori della giovane, l’ha costretta a seguirlo in Romania, suo paese d’origine. I genitori, disperati, avevano denunciato alla questura la scomparsa della ragazza. Ma la mamma, collegandosi al pc della figlia, era riuscita a risalire all’identità del ragazzo e al suo indirizzo.

Non sapevano, però, quello che accadeva in Romania: la ragazzina, una volta contattata dalla madre era costretta a parlare in italiano ma solo con risposte brevissime. I cinquecento euro con i quali la giovane aveva lasciato l’Italia servivano loro a vivere alla meno peggio. Finché i soldi non sono finiti, la ragazzina, che ha denunciato anche abusi sessuali da parte del ragazzo, oltre alle botte, è rimasta incinta. Una volta tornata in Italia, il tormento non è finito: «Se non stai con me e stai con un altro ti taglio la gola». I genitori della ragazza, appena rientrati a Grosseto, hanno deciso di accoglierli in casa loro. Ed è lì che la mamma della ragazza ha capito tutto: lui era diventato l’aguzzino della figlia. Nella cameretta accanto alla loro, le liti erano continue e le botte anche. Fino alle medicazioni al pronto soccorso e alla decisione, presa dalla donna e dal marito, di denunciare quel ragazzo che aveva reso la vita di loro figlia un inferno, proprio mentre lei aspettava il loro bambino.

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