Attenzione
In trincea contro l’abusivismo
Sondaggio di Rete Imprese: commercianti e artigiani invitati a segnalare problemi e possibili rimedi
GROSSETO. Un “sondaggio” tra gli operatori per capire se, come e quanto il fenomeno dell’abusivismo danneggia, a Grosseto e provincia, commercianti e artigiani. Dopodiché, dati e “sentimenti” alla mano, via a nuove e mirate strategie per arginare il problema.
Così Rete Imprese Italia di Grosseto (Cna, Confartigianato, Ascom e Confesercenti) scende in campo a difesa dei suoi associati.
Accusati di aver raddoppiato i prezzi dei prodotti e dei servizi offerti durante il passaggio tra lira ed euro, artigiani e commercianti stanno oggi pagando oltremodo la crisi economica. Ad aggravare il quadro ci si sono messe anche le banche, che hanno stretto i cordoni della borsa soffocando ogni possibilità di rilancio e ricircolo del denaro. Sono oramai all’ordine del giorno anche in Maremma casi di piccoli imprenditori che si trovano a dover fare i conti con una gestione surreale dei quattrini: si moltiplicano le richieste di garanzie per ogni genere di operazione bancaria e i tassi di interesse schizzano alle stelle.
Protagonista negativo è anche lo Stato, che ha accumulato una montagna di debiti proprio nei confronti di molte attività imprenditoriali, finendo per favorirne il collasso.
È in questo contesto che quel che poteva essere tutto sommato tollerato in periodi di vacche grasse, oggi assume ben altra connotazione: il contrasto all’abusivismo, in ogni sua forma, balza dunque prepotentemente al centro dell’agenda di ogni associazione di categoria, tanto da divenire punto chiave nell’azione di Rete Imprese Italia.
«L’abusivismo – dicono da Rete Imprese – sottrae entrate allo Stato, attraverso l’evasione dell’Iva e delle imposte dirette e indirette. Soldi che devono essere reintegrati e vengono purtroppo recuperati andando a tartassare gli stessi imprenditori che si vedono indebitamente sottrarre clientela e risorse. Questo fenomeno provoca un danno economico a chi lavora regolarmente, rispettando le norme e pagando le tasse, causando forti flessioni nei fatturati. Altro aspetto da non trascurare è quello legato al pericolo cui va incontro l’utente, che acquista prodotti non sicuri o servizi non opportunamente controllati». L’abusivismo trascina, infine, verso un danno sociale «connesso allo sfruttamento di soggetti deboli».
L’esercizio abusivo del commercio e della professione artigiana ha infatti assunto, anche nel Grossetano, dimensioni impressionanti. Negli ultimi mesi la lente d’ingrandimento della polizia locale si è posata sui venditori non autorizzati che agiscono al mercato cittadino, ma sono molte le situazioni che necessitano un pronto intervento: uscire di sera e parcheggiare in piazza Esperanto, o il pomeriggio al Vallo degli Arcieri, significa andare incontro a posteggiatori che agiscono palesemente nell’illegalità. Senza parlare del terreno fertile che la stagione estiva offre a questi personaggi.
Per comprendere al meglio quanto e come il lavoro abusivo, inteso in ogni sua sfaccettatura, sia diffuso in Maremma, ecco il questionario, con domande che puntano da un lato a sondare “sul campo” dimensioni e percezione del fenomeno, e dall’altro a farsi suggerire dagli stessi operatori possibili azioni di contrasto.
Sarà presto distribuito agli sicritti delle quattro associazioni di categoria e reso disponibile anche sul web. Chi non ha tessere in tasca potrà comunque dare una mano nella raccolta d’informazioni. Il test sarà compilabile anche in forma anonima. Tra un mese verranno tirate le somme e il rapporto dell’indagine consegnato agli organi competenti.
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