Il Tirreno

Grosseto

«Il degrado c’è, mancano però i soldi»

Il vicesindaco Iacomelli risponde ai cittadini che hanno scattato foto per segnalare la sporcizia

2 MINUTI DI LETTURA





GAVORRANO. Per salvaguardare il decoro urbano di Gavorrano nelle sue mille piccole sfaccettature, al Comune occorrerebbero personale e soldi che non ci sono. «Siamo enormemente dispiaciuti dei disagi lamentati e ci scusiamo con i cittadini di non esser potuti intervenire né tempestivamente né drasticamente» dice il vicesindaco alla guida della giunta, Elisabetta Iacomelli, rispondendo a quei cittadini che hanno raccolto, attraverso delle fotografie, vari spunti per lanciare la denuncia del degrado a Gavorrano. Mucchi di calcinacci, panchine rovinate, una fontana abbandonata e altro ancora: tutto immortalato con uno scatto e accompagnato da una lettera scritta, dove più volte si è tirata in ballo l’amministrazione, accusata di restare inerme di fronte a questa situazione. «Sicuramente non per mancanza di volontà - continua Iacomelli – ma perché per mettere in atto le operazioni necessarie alla vigilanza, salvaguardia e ripristino dei siti, l’ente dovrebbe avere a disposizione un gran numero di personale ed enormi finanziamenti che sono componenti impossibili da reperire in questo momento». Insomma, non ci sono soldi sufficienti per garantire la piena efficienza del servizio. Ciò non toglie che in Comune si siano già rimboccati le maniche per far fronte alle lamentele dei cittadini. Anche perché «La salvaguardia e il rispetto dell’ambiente toccano profondamente quest’amministrazione - continua la vicesindaco - conscia che un ambiente sano sfocia sicuramente in un miglioramento generale della qualità della vita di tutti i cittadini». Ad esempio, la vasca in piazza XXIV maggio nel capoluogo, fotografata senza un goccio d’acqua al suo interno, è ora sotto lo sguardo dei tecnici comunali per rilevarne le problematiche e provvedere al suo ripristino. Stesso discorso vale per il parco della Finoria, dove sono stati tolti di mezzo tutti i materiali lì abbandonati. In poche parole, il Comune fa la sua parte, per quel che può. Però, per continuare nella lotta al degrado, da solo non basta. Per questo Iacomelli invita tutti coloro che hanno «comportamenti contrastanti con le regole del vivere civile a modificare i loro atteggiamenti, nella certezza che possano loro stessi divenire “promotori” del cambiamento, partendo dal presupposto che “in una società civile” ognuno ha il dovere di fare la propria parte per tutelare l’ambiente, considerato che il territorio non appartiene al singolo ma a tutta la collettività».  (a.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa