Il Tirreno

Grosseto

«Cambiate idea e investite sul fotovoltaico»

La proposta di Rifondazione Comunista: installare pannelli in affitto sui tetti delle abitazioni

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA FIORA. Il coordinamento Amiata grossetana di Rifondazione comunista continua la sua battaglia contro la geotermia e questa volta fa una proposta: un’Amiata fotovoltaica invece che una montagna geotermica.

«Un’alternativa rispettosa dell'ambiente», si legge in una nota di Rifondazione, che specifica: «L’Enel vuole realizzare a Bagnore una nuova centrale elettrica geotermica della potenza di 40 Megawatt che andrebbe ad aggiungersi alla centrale esistente Bagnore 3 della potenza di 20 Megawatt. Lo sfruttamento Enel dell’energia geotermica sull’Amiata è causa di parecchie criticità denunciate in più occasioni da comitati, forze politiche e cittadini. Lo sviluppo che noi sosteniamo è basato sulla valorizzazione delle vere risorse strategiche dell'Amiata: la natura, il paesaggio, la storia, l’arte, i prodotti di qualità».

«Se l’Enel vuole investire 140 milioni sull’Amiata - prosegue Rifondazione - invece di costruire Bagnore 4 potrebbe utilizzare queste risorse per un progetto energetico basato su una fonte veramente rinnovabile, ecocompatibile e pulita».

Il fotovoltaico, dunque, per il quale Rifondazione fornisce addirittura le linee del progetto. «Questo progetto prevede l’installazione da parte dell’Enel di piccoli impianti fotovoltaici sui tetti di edifici pubblici, di capannoni industriali, artigianali ed agricoli, su piccole aree agricole non produttive (taglia massima di circa 20 kilowatt di picco per impianti a terra) e sulle case.

Questi impianti di proprietà Enel verrebbero installati con l’accordo volontario di tutti i soggetti interessati (istituzioni, aziende, cittadini) con un contributo da parte dell’Enel calcolato sulla base dell’energia prodotta annualmente dagli impianti, una specie di “affitto fotovoltaico”».

Rifondazione fornisce anche esempi e numeri. «Investendo 140 milioni di euro con i costi attuali, da 2.100 a 3mila euro per ogni kilowatt di picco installato in base alla potenza dell'impianto, si potrebbero realizzare da 47 a 64 Megawatt di picco di impianti».

Anche gli aspetti economici sarebbero favorevoli secondo Rifondazione. «L’energia prodotta annualmente da questi impianti fotovoltaici - spiega il partito - con l’attuale legislazione che incentiva la produzione con fonti rinnovabili determinerebbe un ricavo annuo compreso tra 22,210 e 30,240 milioni di euro per 20 anni. Da questo ricavo si potrebbe ipotizzare una quota di “affitto fotovoltaico” di circa un 25 per cento (5,55 - 7,56 milioni di euro) che l’Enel verserebbe ai soggetti che mettono a disposizione le loro proprietà per installare i pannelli fotovoltaici». Si avrebbero infine anche ricadute occupazionali.

«Sicuramente ci diranno che l’energia prodotta da Bagnore 4 sarebbe molto più grande, ma a quale prezzo?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa