Il dolore
«Troppi decibel dal tendone» In 200 scrivono al sindaco
GROSSETO. No al maxi tendone bianco-verde, in cui batte il sole che rimbalza negli appartamenti. E no alla musica a tutto volume, alle gare di ballo e alle feste domenicali che disturbano il sonno...
GROSSETO. No al maxi tendone bianco-verde, in cui batte il sole che rimbalza negli appartamenti. E no alla musica a tutto volume, alle gare di ballo e alle feste domenicali che disturbano il sonno degli abitanti. Benvenuti nella zona dell'Alberino, nel cuore di Grosseto dove sorge - a pochi metri dalle case - la pista di pattinaggio della discordia: un impianto sportivo contestato da circa 200 persone (tutti residenti in via Mozart e via Leoncavallo), che chiedono risposte al Comune per riconquistarsi una fetta di tranquillità perduta. «Troppo rumore, troppo riverbero di luce fino alle case», attaccano alcuni abitanti di via Mozart, mostrando una lettera di protesta inviata al Comune e in cui puntano il dito contro il "maxitendone" che protegge la pista, o come lo chiamano con tono dispregiativo, "il cupolone". Per questo impianto comunale dato in gestione alla società sportiva Il Sole, i problemi lamentati vanno dall’impatto visivo a i rumori eccessivi fino al modo in cui è gestito l'impianto.
«Per quasi 20 anni - dicono gli abitanti - la pista di pattinaggio non ci ha dato fastidio»; ma a settembre/ottobre scorso ecco l'ospite sgradito: «una copertura plasticata e impattante, sulla quale si affacciano le nostre case e che nel giro di poco tempo ha praticamente invogliato un utilizzo diverso della pista». Non più solo sport, ma anche musica altissima, pomeriggi rumorosi e insomma - spiega una signora dal suo salotto - «decibel a tutto spiano contro cui vorremmo una tregua. Abbiamo bisogno di dormire, di riposo e tranquillità. Il 1° maggio siamo stati svegliati dal rumore alle 8,15 la mattina; i nostri anziani, molti dei quali a letto, non riescono a chiudere occhio; le giornate sono infastidite dalla musica assordante: un vero inferno». In più c'è il problema del "riverbero" della luce del sole, un bagliore accecante che dal tendone si rifrange fin dentro casa, costringendo gli inquilini a «stare barricati in casa, con le tapparelle abbassate». Infine, la destinazione d'uso. Anche in questo caso gli abitanti chiedono una verifica, ritenendo che «l'impianto sportivo, realizzato con mutuo finanziato dal Coni per praticare sport, attualmente viene usato per altri scopi, feste da ballo e ristorazione (tipo sagra)». Mesi fa è stata scritta una lettera al sindaco, senza risposta; ieri eccone un'altra, sempre al Comune: 15 righe di testo (con decine di firme in calce) spedite al sindaco di Grosseto, al comandante della municipale e all'ufficio ambiente. (el.g.)
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