Il Tirreno

Grosseto

Terme di Saturnia Report indaga e scuote le elezioni

di Francesca Ferri
Terme di Saturnia Report indaga e scuote le elezioni

Canone micro rispetto al fatturato e impegni “sospesi” Intervista bomba di Mecarozzi a Rai 3 la sera del voto

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MANCIANO. Nella domenica di elezioni per votare il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale, Manciano scopre l’acqua calda. Tutta “colpa” di un’inchiesta giornalistica di Report, la trasmissione di Milena Gabanelli su Rai 3, annunciata nei giorni immediatamente prima del voto con una pioggia di volantini che hanno tappezzato ristoranti e bar del paese e delle frazioni, e andata in onda domenica sera. Scatenando un pandemonio.

Perché, si chiede Report, un’azienda come Terme di Saturnia che ha un fatturato di 20 milioni di euro all’anno sfruttando una risorsa pubblica come l’acqua termale, paga al Comune – e quindi al territorio dove sorge – solo 60mila euro all’anno, lo 0,5 per cento del fatturato? La stessa struttura il cui ingresso giornaliero è di 22 euro, più altri 22 per un unico bagno alla piscina sorgente? La stessa che, contravvenendo a un accordo stipulato con il Comune, non ha portato a termine, come spiega in video Tosca Corti del Movimento Partecipazione e Trasparenza, il miglioramento ambientale nell’area delle cascatelle del Gorello di sua proprietà, zona ad accesso gratuito ma che versa nel degrado e nella sporcizia e dove invece doveva sorgere un parco?

Questioni sulle quali sulle colline mancianesi si discute da tempo e che sono anche finite nelle aule dei tribunali, a partire dai biglietti di ingresso giudicati troppo cari dal comitato Amici di Maremma, che ha invano fatto ricorso al Tar al Consiglio di Stato, e perso definitivamente la battaglia nel 2009, fino al tentativo dell’ex sindaco Mario Mecarozzi di alzare il canone di sfruttamento della concessione.

Sono i Comuni, infatti, a stabilire gli specifici importi, come prevede la legge regionale 38 del 2004. La scorsa primavera Mecarozzi ha tentato di strappare un canone più alto, ipotizzando il pagamento di 0,025 euro al metro cubo, cifra calcolata sulla base di un confronto dei canoni in vigore in altri distretti termali d’Italia.

Il nuovo canone, messo nero su bianco nello schema di convenzione approvato dalla giunta Mecarozzi il 5 aprile 2011, avrebbe fruttato al Comune 330mila euro all’anno, comprensivi anche di oneri accessori. Un tentativo finito anch’esso prima in tribunale, trascinato dalle Terme che hanno paventato un possibile danno di 150 milioni di euro, e poi nella pattumiera nel dicembre scorso, quando la giunta Mecarozzi è caduta.

Questioni conosciute, si è detto, ma a sentirle in tv la sera delle elezioni e con il commento dei tre candidati a sindaco fanno tutto un altro effetto. E scatenano un terremoto. L’intervista a Mecarozzi risale al marzo scorso; quelle a Marco Galli e Roberto Denei a maggio, spiegano i diretti interessati. L’ex sindaco parla a tutto campo ma appare come un Don Chisciotte contro i mulini a vento. Galli (Pd) e Denei (Pdl), dai due poli opposti, appaiono infatti più vicini che mai per lo meno sulla questione “terme”.

Alla domanda se condividano la convinzione dell’ex sindaco che occorre imporre oneri più gravosi alle Terme di Saturnia per lo sfruttamento dell’acqua, Galli e Denei rispondono in modo vago che, se eletti, si impegneranno ad aumentare il canone ma, con più convinzione, ripetono entrambi che è necessario soprattutto ricucire il dialogo con l’azienda.

Ieri Galli ha spiegato al Tirreno che «questi sono gli oneri previsti dalla legge» e che «al di là dei soldi che il Comune può incassare, l’importante è creare un indotto e posti di lavoro. Errori ne sono stati fatti: forse dall’amministrazione è mancato un po’ di polso e dalle Terme un po’ di correttezza, ad esempio nella sistemazione del Gorello, ma l’importante è mettersi al tavolo e dialogare».

Anche Denei, sempre ieri, si dice d’accordo ad alzare «la tariffa variabile della concessione, quella di 30mila euro, ma non imponendo il nuovo prezzo, bensì sedendosi a un tavolo e cercando un dialogo». E per dare un’idea del clima creato dall’ex sindaco, Denei, che è stato consigliere comunale d’opposizione sotto Mecarozzi, svela un retroscena: «Il sindaco - dice - impose a tutti i consiglieri di non andare, nei due anni del suo mandato, alla cena organizzata dalle Terme di Saturnia ad agosto riservata agli amministratori locali. E poi ci si stupisce se le Terme ricorrono al Tar».

Difficile capire che margine di manovra avrà il nuovo sindaco per modificare la convenzione in modo da strappare qualche soldo in più, visto che il documento sarà valido per il prossimo quarto di secolo.

In ogni caso, ora che Mecarozzi deve rinunciare definitivamente alla fascia di primo cittadino, battuto per soli 31 punti da Galli (si vedano i servizi nella pagine successive), l’acqua calda, che negli ultimi due anni si era trasformata in bollente tra Terme e amministrazione comunale, è tornata tiepida. E il prossimo agosto la presenza del Comune alla cena a bordo piscina è praticamente confermata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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