Finanza
Ricciardi trionfa, bocciato Pesucci
Il centrosinistra si prende la roccaforte del Pdl, il nome dell’ex sindaco sul simbolo ha portato poco alla Galeazzi
CAMPAGNATICO. Che a Campagnatico più che un'elezione fosse un referendum su Elismo Pesucci lo aveva detto mesi fa il coordinatore Pdl Luca Agresti. E così è stato.
Qui il centrodestra, che nel 2007 (insieme all'Udc) vinse con 1.263 voti, ha dilapidato quasi tutto il consenso. Ha vinto il profilo basso e rassicurante di Luca Ricciardi, a capo della lista “Lavoriamo Insieme” (Pd, Api, Socialisti), voluto con forza da Gianni Chelini. La giovane bancaria Catia Galeazzi, sostenuta dall'ex sindaco, non ha portato a casa il risultato atteso. Il referendum - stavolta - ha bocciato Elismo. Male tutti gli altri pretendenti.
A Campagnatico la tornata elettorale aveva i connotati dell'eccezionalità: tutti contro tutti come da tradizione paliesca. E in un palio, si sa, l'esperienza del fantino a volte può fare la differenza… Il voto amministrativo arrivava, infatti, dopo cinque anni di turbolenze giudiziarie che hanno portato l'amministrazione in uno stato di semiparalisi. La campagna elettorale delle ultime settimane ha evidenziato tutte le tensioni successive ai blitz della Guardia di Finanza e alle inchieste della Procura di Grosseto. Non solo. Sono emerse, più o meno chiaramente, cicatrici e dissapori, di natura personale e politica. Per esempio lo sganciamento dall'orbita di Pesucci del primo cittadino uscente Fabrizio Tistarelli e Luca Grisanti, che - con orgoglio e fatica - hanno retto la baracca fino ad oggi.
Nel piccolo centro collinare la frammentazione che fa seguito alla caduta di un re ha finito per favorire chi, più di ogni altro, si era adoperato per il cambiamento. Qui il Pd ha scelto la persona giusta e non si è lasciato sfuggire un'occasione storica per tornare al governo; i civici (quelli veri, capitanati dall'architetto Filippo Chiarelli) non hanno saputo calamitare consenso come nelle iniziali aspettative. L'Udc di Ferrara alle Politiche non arrivava al 3%... e i “puri” della Sinistra, per far dispetto alla moglie (non riuscito), si erano tagliati… fuori dall'alleanza vincente. Il risultato finale? Rottura con il quadro politico precedente: il centrodestra che cede uno degli ultimi fortini, il “continuismo” della Galeazzi che non fa presa nell'elettorato del capoluogo e delle frazioni. Il nome di Elismo Pesucci (che compariva anche nel simbolo della lista), i volantini e le lettere aperte dell'ex sindaco, il suo impegno di questi mesi, non hanno funzionato come il Pdl si attendeva. Non si spiegano altrimenti i risultati di Marrucheti (121 Ricciardi - 52 Galeazzi), Montorsaio (64 a 58) e Campagnatico, dove il gap ha tre cifre (+141). Non è bastato il feudo dell'Arcille a ribaltare la situazione (Galeazzi 317 - Ricciardi 298).
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