Il Tirreno

Grosseto

l’autopsia PER BIAGIO

Nessuna conferma dall’esame Ancora aperte tutte le ipotesi

Nessuna conferma dall’esame Ancora aperte tutte le ipotesi

PORTO SANTO STEFANO. Le prime ipotesi investigative, e cioè il fatto che il piccolo Biagio sia morto soffocato dalla coperta incerata che era dentro la sua culla, non troverebbero per ora né conferma...

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PORTO SANTO STEFANO. Le prime ipotesi investigative, e cioè il fatto che il piccolo Biagio sia morto soffocato dalla coperta incerata che era dentro la sua culla, non troverebbero per ora né conferma né smentita. L’equipe della medicina legale di Siena, con il professor Gabrielli, primario dell’unità in testa e con il professor Toti, luminare dell’anatomia patologica neonatale, aiutati dal dottor Marco Doretti oeri ha svolto l’autopsia sulla salma del bambino, ieri pomeriggio all’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello.

Ad uccidere Biagio potrebbe essere stata qualunque cosa: una malformazione congenita, la sindrome della morte in culla o il soffocamento. Anche se questa ipotesi, quella che il bambino sia rimasto asfissiato dalla copertina. A quell’età, a otto mesi, un bimbo se sente che gli manca il fiato, riesce a spingere via la coperta.

Sul corpo del piccino, però, i medici non hanno trovato alcun segno che faccia pensare a una morte non naturale.

Ieri hanno prelevato tutti i campioni dal corpo del bambino, che ora saranno analizzati, come pure verranno fatte anche le analisi tossicologiche, per capire se ad esempio un medicinale ingerito, possa aver ucciso Biagio.

Saranno i risultati, quindi, a dire a babbo e mamma che cosa ha ucciso il loro bambino il giorno del battesimo. Ci doveva essere festa, nella chiesa di Porto Santo Stefano, sabato scorso.

E invece oggi pomeriggio, alle 15, si svolgeranno i funerali, organizzati dai servizi funebri della Misericordia di Santo Stefano, nella cappella del cimitero. La salma del bimbo resterà lì fino a domani, quando poi sarà accompagnata a Livorno dove sarà cremato. Poi tornerà di nuovo nel sud della Maremma, in quel paese dove ha vissuto i suoi soli otto mesi.

L’urna con le sue ceneri verrà sistemata al cimitero argentarino.

(f.g.)

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