Il Tirreno

Grosseto

un paese a metÀ

Il capoluogo contro le frazioni

Il capoluogo contro le frazioni

Resta alta la tensione dopo la burrasca del commissariamento

2 MINUTI DI LETTURA





MANCIANO. Il voto ancora una volta ha dimostrato di essere in grado di riservare molte sorprese. Abbiamo vissuto un mese di campagna elettorale in cui il quadro politico a Manciano appariva sostanzialmente ben delineato e quello di Pitigliano frammentato, frastornato e confuso. Dopo lo spoglio elettorale tutto è cambiato. Pitigliano ha scelto in maniera compatta il proprio sindaco, Pierluigi Camilli ha avuto la bravura e l'abilità di raccogliere voti da tutti i settori, raggiungendo una percentuale talmente alta di consenso da legittimarlo sotto ogni punto di visto come sindaco di tutti i pitiglianesi. Sicuramente nella città del tufo dovrà riflettere amaramente chi ha condotto il Pd in un vicolo cieco allontanando le forze migliori dal partito e alleandosi con spezzoni del Pdl che alla luce dei fatti sono stati rappresentativi soltanto di loro stessi.

A Manciano è successo esattamente il contrario. Il centrosinistra in generale ed il Pd in particolare hanno lavorato in questi mesi per costruire un'alleanza il più possibile omogenea, unita e compatta. L'obiettivo era quello di porre definitivamente fine all'esperienza di Mario Mecarozzi e riportare il centrosinistra nel suo alveo naturale, ovvero alla guida del comune di Manciano. Un obiettivo centrato con il fiatone che di fatto spezza il territorio comunale esattamente a metà, una parte per Galli e una parte per Mecarozzi. Anche logisticamente si evidenziano due diverse realtà, le frazioni hanno deciso di stare dalla parte di Mecarozzi, il capoluogo è con Galli. La sfida del nuovo sindaco dovrà partire proprio da questa constatazione e se la legge elettorale permette di amministrare con una maggioranza qualificata, inevitabilmente dovrà tenere conto della opposizione che è minoranza in consiglio comunale ma non lo è del tutto tra gli elettori. Sotto questo punto di vista le prime parole pronunciate da Marco Galli dopo avere avuto la certezza di essere il nuovo sindaco di Manciano sono incoraggianti, ha parlato della necessità di analizzare il voto e ha definito la vittoria elettorale un punto di partenza. Per quanto riguarda Mecarozzi ci permetta di valutare che i numeri ancora una volta non sono stati dalla sua parte. Questa volta è stato sicuramente sfortunato ma quando venne meno la sua maggioranza in consiglio comunale si mostrò un po' approssimativo, ingaggiando un braccio di ferro con i cosiddetti dissidenti senza avere i numeri dalla sua parte. Quei numeri che anche questa volta gli hanno voltato le spalle. (p.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa